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Accoglienza in Molise: posti, presenze e il ruolo del SAI nel 2026

Il quadro dell'accoglienza in Molise a fine 2026 mostra 1.444 persone ospitate su 1.956 posti, un rapporto equilibrato tra CAS e SAI e una percentuale significativa di strutture medio-grandi con posti inutilizzati; la fotografia regionale evidenzia mancanza di programmazione e concentrazione territoriale dell'offerta.

Accoglienza in Molise: posti, presenze e il ruolo del SAI nel 2026

La fotografia dell’accoglienza in Molise alla chiusura del 2026 mostra un quadro lontano da qualsiasi emergenza: sono 1.444 le persone accolte su una disponibilità di 1.956 posticifra che rappresenta lo 0,48% della popolazione residente. Questo valore è superiore alla media nazionale dello 0,23%ma rimane contenuto: in termini pratici si tratta di meno di cinque persone per ogni mille abitanti.

Il sistema regionale è suddiviso quasi a metà tra le misure a gestione prefettizia e quelle degli enti locali: i CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) coprono il 51,1% della capacità, mentre il SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) rappresenta il 48,9%. Questa ripartizione è più bilanciata rispetto al panorama nazionale, dove l’area prefettizia risulta più dominante.

La rilevanza del SAI e la capacità inutilizzata nei centri

Il dato più significativo a livello regionale è il peso del SAI. A fine 2026 la presenza di posti liberi è evidente: nei CAS risultano 999 posti totali con 707 presenze, lasciando quasi il 30% della capacità inutilizzata; nel SAI ci sono 957 posti e 737 persone, con una quota libera vicina al 23%. Queste scorte di capienza mostrano che la regione non è in una condizione di sovraffollamento, ma piuttosto che esistono spazi non impiegati all’interno dell’offerta d’accoglienza.

Il commento di esperti regionali sintetizza la situazione: “Il Molise non racconta un’emergenza, ma gli effetti della mancata programmazione.” Sempre nella valutazione critica si evidenzia come “Il SAI pesa quasi quanto i CAS e questo è un dato positivo“, tuttavia non si è riusciti a trasformarlo in “un’infrastruttura ordinaria capace di orientare tutto il sistema“. Secondo questa lettura, la riduzione dei posti tra 2018 e 2026 avrebbe rappresentato un’opportunità per stabilizzare la micro-accoglienza diffusa, ma non è stata sfruttata.

Distribuzione territoriale dei posti e dati comunali

La concentrazione territoriale è marcata: Campobasso detiene 1.289 posti, pari al 65,9% della capienza regionale, con 942 presenze; Isernia dispone di 667 posti e accoglie 502 persone. A livello comunale, Campobasso risulta il principale nodo dell’accoglienza con 463 posti e 347 presenze, seguito da Isernia con 208 posti e 132 presenze. Altri comuni coinvolti sono Agnone (103 posti), Bojano (91), Monteroduni (84), Sepino (75), Guglionesi (73), Larino (66), Campolieto (60), Venafro (55) e Termoli (51).

Alcuni centri comunali svolgono una funzione quasi esclusiva di CAS (per esempio Bojano), mentre altri sono quasi interamente destinati al SAI (come Larino, Venafro e Termoli), evidenziando una variegata distribuzione delle responsabilità e dei modelli gestionali sul territorio.

Dimensione delle strutture, evoluzioni temporali e gestione

Tra 2018 e 2026 la capienza dei CAS per adulti è crollata da 1.873 a 466 posti (-75,1%), con i centri che si riducono da 39 a 16. Nonostante il ridimensionamento, la quota di strutture con più di 50 posti è rimasta elevata: nel 2026 il 62,0% della capienza era concentrato in centri medi e grandi. Dal 2026 al 2026 la capacità prefettizia è tornata a crescere e la dimensione media dei centri straordinari si è allargata: la capienza media dei CAS adulti è passata da circa 29 posti nel 2026 a oltre 47 nel 2026, con 949 posti distribuiti in 20 strutture.

Questi valori superano la media nazionale (16,5 posti per struttura) e quella del Mezzogiorno (38,8), con il 58,1% della capienza dei CAS adulti molisani concentrata in 7 strutture tra 51 e 300 posti. A livello provinciale la quota di capienza in centri oltre 50 posti è del 54,6% a Campobasso e del 63,8% a Isernia; la capienza media CAS adulti sale a 53,6 posti a Campobasso e a 39,9 a Isernia.

Nonostante la prevalenza di capacità in centri medio-grandi, le presenze effettive nei CAS adulti risultano quasi equamente distribuite tra strutture sopra e sotto i 50 posti. Tuttavia la capacità residua è concentrata soprattutto nelle strutture medio-grandi: queste contengono 210 dei 265 posti liberi rilevati nei CAS adulti a fine 2026.

Gestori e controlli

Il panorama dei gestori in Molise non è dominato da un grande operatore nazionale: sebbene Medihospes sia presente con un centro da 60 posti, la regione dipende funzionalmente da pochi soggetti locali e da alcune formule societarie. I primi tre gestori CAS per capienza coprono 593 posti, pari al 59,4% della capacità regionale, mentre il settore for profit gestisce 243 posti CAS adulti, il 25,6% della capienza.

Sul fronte dei controlli, in Molise sono stati effettuati 32 eventi ispettivi: 27 in provincia di Campobasso e 5 in provincia di Isernia. Campobasso figura tra le prime 15 prefetture a livello nazionale per numero di controlli: 27 ispezioni che hanno riguardato 10 strutture su 12, con una copertura dell’83,3% delle strutture governative.

Minori non accompagnati e posti specifici

Non risultano inserimenti di MSNA (minori stranieri non accompagnati) in centri per adulti a fine 2026, anche se la presenza di MSNA è aumentata: i dati indicano 224 MSNA al 31 dicembre 2026 e 266 al 30 novembre 2026. La capienza dedicata ai CAS per minori è di 50 posti con 23 presenze; nel SAI sono invece segnalati 127 posti con 115 beneficiari MSNA.

Nel complesso, la fotografia di fine 2026 in Molise mette in evidenza tanto la disponibilità di posti non utilizzati quanto la persistenza di un modello di offerta concentrata in strutture medio-grandi, elementi che gli osservatori associano alla “mancata programmazione” denunciata dagli esperti.

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