In un momento cruciale per la gestione delle risorse idriche, il consigliere regionale Massimo Romano di Costruire Democrazia ha sollevato preoccupazioni riguardo all’imminente accordo tra le regioni Molise e Puglia per il progetto del tubone.
L’annuncio del consigliere delegato Sabusco ha innescato un dibattito acceso, con Romano che ha richiesto formalmente l’accesso a tutti gli atti relativi al progetto, inclusi quelli endoprocedimentali, per garantire trasparenza e chiarezza.
La richiesta di accesso agli atti e la tutela del territorio
Romano ha inviato una nota formale al presidente Roberti al consigliere delegato, al direttore del servizio regionale difesa del suolo e all’Autorità di bacino chiedendo di accedere a tutti gli atti del suddetto accordo.
Il consigliere punta a ottenere informazioni dettagliate sui programmi di studio e di monitoraggio effettuati dall’Autorità di bacino. Questi documenti sono fondamentali per definire con precisione scientifica i volumi d’acqua effettivamente disponibili e il reale fabbisogno del territorio molisano.
La necessità di trasparenza appare centrale, poiché molti di questi documenti non sono stati presentati al Consiglio regionale. Si tratta di un organo che, secondo lo Statuto, è l’istituzione preposta ad assumere le decisioni più importanti riguardanti il territorio.
Il rischio di impegni vincolanti senza dati certi
La preoccupazione espressa da Romano riguarda soprattutto la possibilità che vengano sottoscritti impegni vincolanti per la Regione senza che vi sia chiarezza sui percorsi amministrativi.
Il consigliere sottolinea come l’assenza di una discussione approfondita sugli aspetti istituzionali e gestionali sia un problema che non può essere ignorato. Si parla di un’opera che non è stata preceduta da un esame critico dei dati tecnici necessari.
È fondamentale, secondo il consigliere, che l’accordo venga analizzato in modo partecipato. Solo così si potrà garantire che il trasferimento di acqua verso la Puglia avvenga esclusivamente in presenza di eccedenze reali evitando di intaccare le riserve strategiche del Molise.
Trasparenza e il pericolo di una gestione politica del bene comune
Il tema della gestione dell’acqua si sposta su un piano che va oltre la mera tecnica. Romano ha evidenziato come la mancanza di trasparenza rischi di trasformare un dibattito che dovrebbe essere tecnico in una disputa ideologica priva di sostrato utile per la collettività.
C’è un forte appello alla cautela da parte del presidente roberti, affinché si astenga dal firmare accordi che impegnino la regione in assenza di una chiara visione amministrativa. La questione del demanio idrico è un punto di passaggio critico che merita la massima attenzione da parte delle istituzioni.
Inoltre, il consigliere ha espresso una riflessione politica importante: il rischio che prevalgano logiche di partito capaci di superare la linea tra destra e sinistra. In questo scenario, il pericolo è che i cittadini molisani diventino semplici spettatori o, peggio, vittime di accordi politici fatti sulla loro pelle.
La vicenda del tubone non riguarda solo l’infrastruttura, ma tocca le radici stesse della gestione del territorio. La richiesta di trasparenza è un segnale di quanto la materia sia delicata: l’acqua è una risorsa strategica che non può essere gestita in modo approssimativo.



