Dopo un lungo periodo di inattività, il Consorzio di gestione Cogevo di Termoli ha deciso di consentire nuovamente la cattura del cannolicchio. La decisione nasce dalle indicazioni fornite dall’IZSAM e mira a garantire una ripresa sostenibile, facendo particolare attenzione alla vulnerabilità della risorsa nella zona adriatica molisana.
Decisione del Consorzio Cogevo Termoli
L’assemblea del consorzio, riunita in presenza dei rappresentanti delle imprese locali, ha approvato una normativa interna più restrittiva rispetto a quella nazionale. In pratica, la cattura sarà ammessa soltanto il lunedì e il mercoledì, con un massimo di 100 kg per imbarcazione al giorno. Il periodo di validità è fissato fino a dicembre e la zona operativa è limitata al tratto noto come Conchiglia Azzurra. Le aree del Trigno e di Petacciato rimangono chiuse al prelievo, mantenendo intatto il bacino di ripopolamento.
Limiti di pesca e area concessa
Confrontando i nuovi parametri con la normativa nazionale, la differenza è evidente: la legge consentirebbe fino a quattro giornate settimanali e 300 kg giornalieri per imbarcazione. Il Cogevo ha quindi optato per una riduzione di circa il 70% dei volumi e del 50% dei giorni consentiti, dimostrando una volontà di cautela scientifica e di rispetto per le indicazioni dell’IZSAM.
Flessibilità per giornate non operabili
Il consorzio ha previsto una clausola di recupero per le imbarcazioni che, a causa di condizioni meteo-marine avverse o altri impedimenti, non possano pescare nei giorni autorizzati. In tal caso, è possibile utilizzare le giornate residue entro lo stesso periodo di validità, evitando così penalizzazioni economiche ingiustificate per gli operatori.
Reazioni dei protagonisti e prospettive future
Il presidente Matteo Di Candia ha accolto la delibera con entusiasmo, definendola una “prima luce” per un comparto che era rimasto fermo troppo a lungo. Il direttore generale Walter Graziani, presente in assemblea, ha ribadito che le difficoltà del settore sono aggravate dalla crisi energetica e ha sottolineato il sostegno espresso dal Governo, tramite il ministro Francesco Lollobrigida, con provvedimenti mirati a tutelare le imprese della pesca.
Intervento di Walter Graziani e sostegno del Governo
Durante il suo intervento, Graziani ha evidenziato come la categoria abbia dimostrato maturità accettando condizioni più stringenti rispetto a quelle previste dalla legge. Ha inoltre ricordato le recenti misure ministeriali che, seppur limitate, rappresentano un segnale di vicinanza alle attività marittime, soprattutto in un contesto di costi energetici in crescita.
Obblighi della Commissione Europea sui sistemi di monitoraggio
Un altro tema emerso è l’obbligo, imposto dalla Commissione europea, di installare dispositivi di monitoraggio sulle draghe idrauliche turbosoffianti. Di Candia ha riconosciuto la necessità di adeguarsi, ma ha espresso fiducia nella possibilità di ottenere una deroga nazionale, considerando che la stessa esigenza grava su tutte le imprese italiane del settore. Graziani ha ricordato che il regolamento comunitario è già stato prorogato più volte, ma che l’unica via per una deroga rimane la trattativa politica nelle sedi competenti.



