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Eco Transh: l’eredità della transumanza tra formazione e territorio

A Larino l'evento finale del progetto Erasmus Plus ha riunito studenti, docenti e ricercatori per reinterpretare la transumanza come leva di sviluppo locale e formazione

Eco Transh: l’eredità della transumanza tra formazione e territorio

Dal 22 al 26 maggio a Larino si sono svolte le giornate conclusive di uno dei progetti Erasmus Plus più originali degli ultimi anni: Eco Transh. L’iniziativa, avviata con scambi e ricerche sul campo tra gennaio 2026 e giugno 2026, ha riunito istituti agrari, licei e università di sei Paesi per approfondire la pastorizia e le pratiche dell’allevamento estensivo.

Nei quattro giorni finali i partecipanti hanno condiviso risultati, esperienze e proposte operative, dimostrando come una tradizione antica possa essere reinterpretata con strumenti contemporanei. Il confronto ha riguardato non solo aspetti tecnici dell’allevamento, ma anche il ruolo della transumanza nella tutela ambientale, nel turismo enogastronomico e nella formazione delle nuove generazioni.

Rete internazionale e partner coinvolti

Il progetto ha visto la partecipazione degli istituti agrari di Larino (Italia), di Volos (Grecia) e di Sibiu (Romania), del Liceo Agricolo di Saint-Gaudens (Francia) e delle università di Marrakesh (Marocco) e di Ulan Bator (Mongolia). Questa rete multisfaccettata ha permesso di confrontare pratiche pastorali diversificate e di mettere a sistema saperi locali con approcci accademici. Il dialogo tra scuole professionali e atenei ha favorito una visione trasversale: dalla gestione quotidiana del gregge alle politiche di valorizzazione territoriale.

Obiettivi e calendario del progetto

Tra gli scopi principali vi era la raccolta di conoscenze etnografiche e tecniche per costruire modelli replicabili di sviluppo territoriale integrato. Il percorso progettuale, documentato tra gennaio 2026 e giugno 2026, ha previsto scambi didattici, ricerche sul campo e workshop pratici. Questi momenti hanno concorso a formulare proposte concrete per sostenere l’attività pastorale e a tracciare linee guida per la formazione degli operatori del settore.

Transumanza: oltre la pratica agricola

La transumanza è stata affrontata come una buona pratica che supera il confine dell’agricoltura per diventare risorsa ambientale e culturale. I partecipanti hanno analizzato come il movimento stagionale degli animali contribuisca alla conservazione di pascoli, alla mitigazione del rischio incendi e alla biodiversità. Inoltre si è riflettuto sul potenziale turistico delle antiche vie di migrazione, immaginandole come itinerari per un turismo lento e sostenibile.

Impatto su alimentazione e benessere animale

Un focus specifico è stato dedicato all’educazione alimentare e al benessere animale. Gli incontri hanno evidenziato come pratiche estensive e tradizionali possano garantire prodotti di qualità e maggiori standard di benessere. L’approccio didattico ha incluso la promozione di filiere corte e la sensibilizzazione sui criteri di sostenibilità, temi ritenuti fondamentali per attrarre giovani verso il ritorno alla terra.

Formazione, tecnologia e il nuovo ruolo dell’imprenditore agricolo

I lavori hanno messo in luce la necessità di aggiornare le competenze professionali: il pastore di ieri si sta trasformando in un manager del territorio. Attraverso l’introduzione di strumenti digitali, di tecniche di monitoraggio ambientale e di pratiche amministrative avanzate, il progetto ha delineato profili formativi in grado di coniugare tradizione e innovazione. L’obiettivo è valorizzare i giovani che scelgono percorsi rurali offrendo opportunità concrete di impiego e impresa.

Proposte per il futuro e replicabilità

Dal confronto sono emerse proposte operative per inserire la transumanza nei piani di sviluppo locale: percorsi didattici permanenti, reti di supporto tra aziende e istituzioni, e iniziative di promozione culturale. La replicabilità del modello è stata considerata fattibile grazie all’intreccio tra conoscenze locali e competenze accademiche, creando così un ecosistema capace di sostenere pratiche pastorali in modo sostenibile e innovativo.

In sintesi, la chiusura del progetto Eco Transh a Larino ha segnato non tanto una fine quanto l’inizio di un percorso di valorizzazione della transumanza. Attraverso formazione, collaborazione internazionale e strumenti moderni, la pratica trova nuove prospettive per contribuire allo sviluppo economico, sociale e ambientale dei territori coinvolti.

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