2 Ottobre 2026 🌤 16°

Economia del Molise nel 2026: dati, sfide e prospettive future

Nel 2026 l'economia del Molise ha mostrato segnali di stagnazione, con un calo dello 0,1% del livello di attività. Scopri come le tensioni geopolitiche e gli eventi climatici hanno influenzato il territorio.

Economia del Molise nel 2026: dati, sfide e prospettive future

Nel 2026 l’economia del Molise ha mostrato un quadro di stagnazionecon un calo dello 0,1% del livello di attività, secondo l’indicatore ITER elaborato dalla Banca d’Italia. Questo risultato contrasta con la crescita dello 0,7% stimata per il Mezzogiorno e dello 0,5% indicata dall’Istat per l’Italia. La domanda interna è stata frenata da consumi deboli e dalla stagnazione degli investimenti produttivi, mentre gli investimenti pubblici hanno continuato a crescere, sostenuti anche dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

Nei primi mesi del 2026, la situazione si è ulteriormente complicata a causa del peggioramento del quadro congiunturale nazionale e internazionale. Le tensioni geopolitiche, in particolare il conflitto tra Stati UnitiIsraele e Iranhanno aumentato i rischi legati all’approvvigionamento di gas naturale, petrolio e altre materie prime essenziali. A questi fattori si sono aggiunti eventi meteorologici avversi e fenomeni franosi verificatisi tra la fine di marzo e l’inizio di aprile 2026, che hanno causato sospensioni dell’attività produttiva e interruzioni delle reti viarie.

Le imprese: tra difficoltà e segnali di ripresa

Nel 2026, i livelli di produzione sono stati condizionati principalmente dalla debolezza del settore industriale, in particolare del comparto automobilistico. Questo settore, caratterizzato dalla presenza di unità produttive di imprese con sede fuori regione, ha continuato a registrare una flessione della produzione. Tuttavia, tra le imprese industriali con sede in Molise, sono emersi segnali di recupero dei volumi di fatturato, accompagnati da una stabilizzazione della spesa per investimenti.

Nelle costruzioni, le ore lavorate sono ancora cresciute, seppure in rallentamento, grazie alla realizzazione di opere pubbliche. I servizi privati, che negli anni successivi alla pandemia avevano contribuito in misura rilevante alla crescita dell’economia regionale, hanno mostrato segnali di debolezza. Il commercio ha risentito di una crescita dei consumi contenuta, mentre nel turismo si è registrata un’ulteriore riduzione di arrivi e presenze nelle strutture ricettive regionali.

Nonostante la stagnazione congiunturale, i risultati reddituali delle imprese sono rimasti positivi. Le disponibilità liquide hanno continuato ad aumentare, anche in connessione con politiche di investimento prudenti. Tuttavia, la redditività delle imprese potrebbe risentire del rialzo dei costi energetici associato al conflitto in Medio Oriente, un effetto che potrebbe essere attenuato dal potenziamento della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Mercato del lavoro e famiglie: tra occupazione e potere d’acquisto

Nel 2026, la crescita occupazionale si è arrestata e si è accentuato il calo delle forze di lavoro. La creazione di nuove posizioni lavorative alle dipendenze ha rallentato, sia nella componente a termine sia in quella a tempo indeterminato. Le retribuzioni hanno continuato a crescere in termini nominali, ma tra il 2008 e il 2026 il loro valore reale si è ridotto in misura più marcata rispetto alla media nazionale. Le ore autorizzate di Cassa integrazione guadagni sono aumentate sensibilmente, trainate dall’espansione nell’industria dei mezzi di trasporto.

Il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto in misura contenuta, anche a seguito della ripresa dell’inflazione. La spesa per consumi è aumentata solo debolmente, mentre è proseguita a ritmi sostenuti la crescita delle compravendite di abitazioni. Il valore delle attività finanziarie delle famiglie detenute presso le banche è ancora salito, sia nella componente dei depositi sia in quella dei titoli.

Intermediazione finanziaria e finanza pubblica decentrata

Il credito bancario al settore privato non finanziario si è stabilizzato, per effetto dell’attenuazione del calo dei prestiti alle imprese e della ripresa della crescita di quelli alle famiglie. Per le imprese, la flessione ha interessato sia le aziende di maggiori dimensioni sia quelle piccole, con un impatto più accentuato nella manifattura. L’espansione del credito al consumo è stata sostenuta prevalentemente dai prestiti personali e si è accompagnata al sensibile incremento delle nuove erogazioni di mutui abitativi.

La qualità del credito è risultata in peggioramento, in particolare nel settore produttivo, pur interessando un ristretto numero di aziende. Come nel resto del Paese, il numero degli sportelli bancari ha continuato a ridursi, in presenza di un ulteriore aumento dell’utilizzo di strumenti digitali nell’interazione con la clientela.

Nel 2026, la spesa degli enti pubblici territoriali è ancora cresciuta, sostenuta dalla componente in conto capitale. Per gli investimenti pubblici, realizzati prevalentemente dai Comuni, la crescita degli ultimi anni è stata significativa, contribuendo anche all’innalzamento del grado di digitalizzazione dei servizi comunali. Gli incassi non finanziari si sono invece complessivamente ridotti. Il disavanzo della Regione ha mostrato nel 2026 un miglioramento rispetto all’anno precedente, rimanendo tuttavia su livelli elevati in termini pro capite.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Campobasso adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
NO₂ 13 µg/m³
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 2 Ottobre