Il caso di Gianpiero Panichella, giovane chef molisano trovato senza vita a Mentone il 25 luglio, continua a sollevare interrogativi. La famiglia del ragazzo, originario di Riccia, non accetta l’ipotesi del suicidio e chiede verità. La Gendarmeria francese ha riaperto le indagini, considerando troppe le incongruenze emerse.
Le incongruenze della vicenda
Maria De Stefano, madre di Gianpiero, ha espresso forti dubbi sulla versione ufficiale. Secondo la donna, suo figlio era una persona fragile ma non avrebbe mai compiuto un gesto estremo. La finestra da cui sarebbe caduto era troppo bassa per causare un decesso, e ci sono testimonianze di una lite in inglese poco prima dell’accaduto.
Gianpiero aveva sul suo conto decine di migliaia di euro frutto di lasciti ereditari, e la ragazza che frequentava non era single. Inoltre, il giovane aveva sofferto di crisi psicotiche e era stato ricoverato in una clinica di Nizza, dove la procedura di ricovero e dimissioni non è ancora chiara. La clinica avrebbe anche mentito sulle date.
Le dichiarazioni della famiglia
La famiglia di Gianpiero è convinta che il ragazzo non si sia tolto la vita. “La cugina ci aveva parlato il giorno prima”, ha spiegato la madre. “Era propositivo, voleva pure farsi un tatuaggio. Nulla faceva pensare che si sarebbe tolto la vita.”
Le indagini e i sospetti
Il sindaco di Riccia, Pietro Testa, ha espresso solidarietà alla famiglia e ha sollevato ulteriori dubbi. Sul corpo di Gianpiero sono stati trovati lividi incompatibili con una caduta dal balcone suggerendo un possibile aggressione. Inoltre, sono stati effettuati bonifici ingiustificati per circa 60mila euro pochi giorni prima della morte.
Una ventina di giorni prima della tragedia, Gianpiero aveva subito un’aggressione che lo aveva portato al ricovero in una clinica psichiatrica. Durante quel periodo, i genitori non erano stati autorizzati a vederlo, mentre persone vicine al ragazzo in Francia l’avevano incontrato. Un altro mistero riguarda strani video postati sui social, che fanno pensare a sette sataniche.
L’autopsia potrebbe gettare nuova luce su questa vicenda ancora piena di ombre. La famiglia spera di ottenere presto risposte dalla Francia, mentre a Riccia si preparano gli ultimi saluti a un ragazzo che amava la cucina e la Francia.



