La morte di Gianpiero Panichella un giovane chef italiano di 27 anni, è avvolta nel mistero. La madre, Maria De Stefano, non accetta la versione del suicidio e chiede verità e giustizia. Gianpiero è stato trovato senza vita il 25 luglio, precipitato dal balcone della sua abitazione a Menton in Francia. Tuttavia, l’esame autoptico ha rivelato lesioni che sembrano non compatibili con una semplice caduta.
Le ultime settimane di Gianpiero
Gianpiero lavorava come chef in Francia e aveva sempre avuto la passione per i viaggi e l’apprendimento delle lingue. Prima di trasferirsi in Francia, aveva lavorato in Germania e in Inghilterra. La madre racconta che il figlio era abituato a vivere lontano da casa e che aveva sempre avuto un forte desiderio di esplorare il mondo.
Tuttavia, qualcosa di strano è successo in Francia. Il 7 luglio, Gianpiero è stato aggredito da sette o otto persone. Un video inviato alla sorella mostra il suo viso tumefatto dopo l’aggressione. Questo evento ha segnato l’inizio di una serie di circostanze sospette che hanno portato alla sua morte.
Le circostanze sospette della morte
La notizia della morte di Gianpiero è arrivata alla famiglia in modo confuso e traumatico. L’ospedale di Nizza ha contattato i genitori con un messaggio telegrafico in francese, comunicando che Gianpiero era caduto dal balcone, aveva la testa rotta e che era stato sottoposto a due rianimazioni. Tuttavia, il numero dell’obitorio fornito non rispondeva, lasciando la famiglia nel caos e nell’incertezza.
Dopo aver contattato l’ambasciata italiana, la famiglia ha ottenuto un elenco di avvocati a cui rivolgersi. Le indagini hanno rivelato che la casa di Gianpiero era completamente a soqquadro e che sul pavimento c’erano tracce di sangue. La Gendarmeria ha aperto un’indagine per morte sospetta, e il medico legale francese ha richiesto più tempo per le valutazioni, poiché le lesioni interne di Gianpiero non erano compatibili con una semplice caduta.
Testimonianze e indizi
Le testimonianze dei vicini di casa hanno aggiunto ulteriori elementi sospetti. Prima della tragedia, i vicini avevano sentito delle urla provenire dall’abitazione di Gianpiero. Inoltre, la famiglia ha scoperto che Gianpiero aveva fatto bonifici per un totale di 60mila euro a due persone, di cui una sola conosciuta dalla famiglia. La Gendarmeria ha sequestrato il cellulare e l’iPad di Gianpiero per esaminare i contenuti pubblicati sui social, che includevano deliri mistici e affermazioni di voler salvare il mondo.
Le responsabilità della clinica psichiatrica
Gianpiero era stato in cura presso una clinica psichiatrica, da cui era stato dimesso il 21 luglio, solo quattro giorni prima della sua morte. La madre accusa la clinica di averlo dimesso senza informare la famiglia, sollevando dubbi sulle responsabilità della struttura nella gestione del suo stato mentale.
Oggi, la comunità di Riccia dove è stato proclamato il lutto cittadino, si stringerà attorno alla famiglia per l’ultimo saluto. La madre di Gianpiero e l’intera comunità chiedono risposte e giustizia per un giovane la cui morte rimane avvolta nel mistero.



