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Molise, rinnovabili e paesaggio: il dibattito per una legge equilibrata

A Campobasso si è tenuto un importante confronto sul futuro energetico del Molise, tra rinnovabili e tutela del territorio. Scopri i dettagli e le proposte emerse.

Molise, rinnovabili e paesaggio: il dibattito per una legge equilibrata

Il futuro energetico del Molise è al centro di un intenso dibattito. Ieri mattina a Campobasso, il Gruppo Consiliare del Partito Democratico del Molise ha organizzato un incontro per discutere della proposta di legge regionale sull’individuazione delle aree idonee e non idonee per l’installazione di impianti energetici. Un tema cruciale, che vede contrapposti lo sviluppo delle fonti rinnovabili e la tutela del paesaggio dell’agricoltura e delle comunità locali.

Un confronto partecipato per una legge efficace

Ad aprire i lavori è stata la consigliera regionale Micaela Fanelli che ha sottolineato l’importanza di coinvolgere tutti gli attori del territorio: “L’ascolto di tutti gli attori del territorio dai sindaci alle associazioni ambientaliste e di categoria, è l’unico modo per scrivere una legge davvero efficace.” La Fanelli ha evidenziato la necessità di trovare un equilibrio tra sviluppo sostenibile e tutela del paesaggio prestando particolare attenzione alle aree più esposte come la Valle del Fortore, il Molise centrale e il Basso Molise.

Le esperienze delle altre regioni

Il confronto si è arricchito delle esperienze di altre regioni italiane. Paolo Calvano capogruppo PD in Emilia-Romagna, ha illustrato l’efficacia dei tetti all’occupazione del suolo agricolo e dell’agrivoltaico di qualità. La dottoressa Francesca De Falco della Regione Campania, ha portato l’esempio della digitalizzazione e dell’Anagrafe FER, che ha azzerato gli arretrati e generato occupazione giovanile.

Il ruolo della scienza e della legge

Dal punto di vista scientifico e giuridico, il professor Alessandro Cioffi dell’Università degli Studi del Molise, ha illustrato l’impianto del testo basato sui principi costituzionali e sul criterio europeo DNSH (Do No Significant Harm). Questo criterio predilige siti dismessi e patrimonio pubblico inutilizzato, vietando gli impianti nelle zone ad altissimo rischio idrogeologico.

Le istanze di Legambiente

Un contributo di primissimo piano è giunto dai rappresentanti di Legambiente. Il presidente nazionale Stefano Ciafani ha richiamato la Regione a una visione strategica: “La transizione energetica non va subita ma guidata con coraggio.” Ha sottolineato l’opportunità irripetibile per il Mezzogiorno e per il Molise di trasformarsi in un polo d’attrazione per investimenti trasformativi e nuove professioni ambientali.

La responsabile nazionale energia di Legambiente, Katiuscia Eroe ha ricordato che le aree idonee servono a velocizzare le autorizzazioni senza bloccare l’iter ordinario altrove. Ha evidenziato la necessità di guardare agli obiettivi di decarbonizzazione al 2030, 2040 e 2050 per abbattere i costi in bolletta.

Agricoltura, imprese ed enti locali

Il consigliere regionale dem Vittorino Facciolla ha posto l’accento sulla salvaguardia delle vocazioni territoriali: “Sosteniamo con convinzione la rotta della transizione energetica, ma questo processo non può tradursi in un’occupazione incontrollata del territorio.” Ha sottolineato la necessità di proteggere i suoli agricoli di pregio e le aree più vulnerabili, a partire dal Basso Molise.

Dal mondo produttivo, Vittorio Porfido presidente di Coldiretti Giovani Molise, ha ribadito la ferma contrarietà al fotovoltaico a terra sui terreni fertili, aprendo all’agrivoltaico avanzato e all’uso dei tetti. Per Confindustria, Vincenzo Longobardi ha lanciato l’allarme sui costi energetici per le aziende, definendo le rinnovabili il “petrolio del Mezzogiorno” ma denunciando i drammatici ritardi della burocrazia e delle reti di allaccio (oltre 800 giorni).

Sul fronte degli enti locali, il presidente della Provincia di Campobasso e sindaco di Larino, Pino Puchetti ha denunciato la concentrazione speculativa nel Basso Molise, chiedendo a Terna una rete distribuita e tetti percentuali chiari per non scaricare i controlli sui Comuni. Determinante anche l’apporto di Giovanni Sardella vicepresidente di Italia Nostra e funzionario ARPA Molise, che ha segnalato il grave sottorganico degli enti preposti ai controlli e alle autorizzazioni.

Il dibattito ha confermato la volontà comune di spingere sulle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), prevedere garanzie fideiussorie per il ripristino dei luoghi a fine vita degli impianti, e ampliare la gamma delle aree idonee “a impatto zero” per liberare energia pulita senza consumare suolo agricolo.

“I lavori non si fermano qui”, ha concluso Micaela Fanelli. “Torneremo presto su questi temi per promuovere ulteriori momenti di dibattito e confronto con le comunità. Tutto il materiale e le proposte emerse durante questa giornata saranno tradotti in precisi emendamenti alla legge, qualora se ne ravvisi la necessità nel prosieguo dell’iter consiliare.”

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