Nel cuore del piccolo comune albanese di Ururi, nella provincia di Campobasso, la tranquillità quotidiana è stata interrotta da una scena raccapricciante: i corpi senza vita di una donna non più che poco più di novant’anni e del suo figlio di cinquantotto anni sono stati rinvenuti nella abitazione di via Marina.
Secondo le testimonianze raccolte dagli abitanti, la famiglia viveva in una sorta di isolamento volontario, con pochi contatti al di fuori del nucleo domestico. Dopo la scomparsa del marito e padre, avvenuta diversi decenni fa, il figlio era tornato nella zona per assistere la madre, mantenendo una routine quasi inesistente di interazioni sociali.
Scoperta dei corpi e intervento dei soccorsi
Intorno alle ore 10 del mattino, alcuni vicini, preoccupati per l’assenza di suoni e movimenti provenienti dalla casa, hanno avvertito l’autorità. I carabinieri della stazione locale, coadiuvati dalla Compagnia di Larino, hanno subito allertato i vigili del fuoco. Questi ultimi hanno forzato l’ingresso, dove il personale del 118 ha constatato il decesso della donna sul letto e del figlio, trovato impiccato nel salotto.
Le prime analisi sul luogo hanno indicato che la morte dell’anziana potrebbe risalire a qualche giorno prima, mentre il figlio sembrerebbe aver compiuto l’atto finale dopo il ritrovamento del corpo materno. La scena è stata immediatamente messa sotto sequestro per consentire il reparto scientifico di effettuare le prime indagini tecniche.
Ipotesi investigativa: omicidio-suicidio o cause naturali
L’ipotesi più discussa al momento è quella di un omicidio-suicidio, in cui il figlio, dopo aver trovato la madre priva di vita, avrebbe deciso di togliersi la vita. Tuttavia, le prime osservazioni non hanno evidenziato segni evidenti di violenza sui corpi, né ferite attributabili a un’aggressione esterna.
Un’alternativa ritenuta plausibile è che la donna sia deceduta per cause naturali, forse legate alla sua età avanzata, e che il figlio, sopraffatto dal dolore e dalla solitudine, abbia successivamente scelto l’automortificazione. Solo le autopsie potranno confermare o smentire queste ipotesi, determinando con precisione i tempi e i meccanismi di morte.
Testimonianze dei vicini e contesto sociale
I residenti hanno descritto una vita caratterizzata da una notevole riservatezza. L’auto del figlio era solitamente parcheggiata nello stesso posto, e nessuno aveva più sentito i rumori abituali di una casa occupata. La mancanza di contatti ha complicato la tempestiva individuazione dell’emergenza, rendendo il ritrovamento ancora più drammatico.
Procedimenti giudiziari e ruolo della Procura
La Procura di Larino ha immediatamente disposto l’autopsia su entrambi i corpi, trasferendoli all’obitorio dell’ospedale San Timoteo di Termoli. Il magistrato di turno, Cinzia Talamo, ha supervisionato il sopralluogo tecnico e ha ordinato tutti gli accertamenti necessari per chiarire le circostanze dei decessi.
Nel frattempo, i carabinieri continuano a perquisire ogni angolo dell’abitazione, verificando eventuali tracce di sostanze, oggetti che possano indicare una recente presenza o attività sospetta, e raccogliendo eventuali testimonianze aggiuntive. La collaborazione con la famiglia estesa, eventuali medici curanti e i servizi sanitari locali è fondamentale per ricostruire una cronologia accurata.
Il caso, che ha già suscitato grande scalpore nella piccola comunità, rimane aperto e soggetto a ulteriori sviluppi non appena i risultati delle indagini medico-legali saranno disponibili.



