La votazione finale sulla legge di stabilità del Molise ha registrato il voto contrario del consigliere regionale Roberto Gravina del MoVimento 5 Stelle, che ha sintetizzato la sua posizione in una critica complessiva alla manovra approvata. Con un bilancio regionale caratterizzato da un disavanzo rilevante, per Gravina servivano scelte più coraggiose e coerenti: al contrario, la legge è stata valutata come ricca di interventi «deboli» e, in diversi punti, contraddittori rispetto alle esigenze di razionalizzazione.
Il cuore della contestazione: il ripristino degli IACP
Tra le modifiche inserite nel maxiemendamento approvato dalla maggioranza di centrodestra figura il ritorno degli IACP, enti che la precedente riforma dell ERES aveva formalmente superato. Per Gravina questa scelta non è un semplice aggiustamento tecnico ma una vera e propria inversione di rotta: la reintroduzione di una struttura collegiale sostituirebbe l assetto più snello voluto dalla riforma, riaprendo la strada a sovrastrutture e costi che si pensava fossero stati risolti. Il consigliere osserva che la riforma originaria puntava a una gestione più leggera del patrimonio abitativo pubblico, lontana dalle logiche che avevano motivato la creazione degli IACP.
Le proposte presentate da Gravina
Alla vigilia del voto, Gravina aveva depositato una serie di emendamenti correttivi: tra questi, uno dedicato all impianto dell ERES mirava a mantenere la monocraticità della guida degli enti, attribuendo la direzione a una figura unica invece che a un consiglio di amministrazione. La proposta includeva anche un limite alle retribuzioni, allineandole ai livelli della dirigenza regionale, per evitare aumenti di spesa per incarichi politici. Secondo Gravina, queste misure avrebbero permesso di ottenere risparmi concreti senza rinunciare a una riorganizzazione per distretti considerata accettabile nella logica.
Costi, spending review e conseguenze per l edilizia pubblica
Il nodo centrale della discussione resta il tema dei costi: reintrodurre un consiglio di amministrazione significa, nelle parole di Gravina, riaprire voci di spesa in un contesto finanziario fragile. Il consigliere denuncia che i maggiori oneri ricadranno sui residenti delle case popolari e sulla gestione complessiva del patrimonio. Anni di politiche di spending review avrebbero consentito alternative concrete per contenere le spese, ma la maggioranza ha scelto di ignorare quelle indicazioni, tornando a una struttura ritenuta più pesante e meno efficiente rispetto all assetto proposto dall ERES.
Un ritorno al passato o una correzione necessaria?
La maggioranza ha giustificato la scelta parlando di opportunità di adeguamento pratico, ma per Gravina la soluzione adottata è una sospensione della riforma: non una semplice correzione, ma una vera e propria marcia indietro rispetto a quanto si era deciso di superare. Trasparenza, economicità e efficienza sono i parametri che, secondo il consigliere, dovrebbero guidare la gestione del patrimonio pubblico; reintrodurre logiche che hanno generato costi e opacità non risponde a questi criteri.
Le implicazioni politiche e le richieste di revisione
Oltre agli aspetti tecnici, la presa di posizione di Gravina ha una chiara valenza politica: il voto contrario segnala una frattura sulle scelte strategiche per il futuro della regione. Il consigliere invita il governo regionale a riconsiderare interventi che rischiano di appesantire la macchina amministrativa senza offrire vantaggi di sviluppo. Non si tratta solo di un dibattito procedurale, osserva Gravina, ma di una questione conseguente alla gestione del bene pubblico e alla lotta contro rendite politiche che possono alterare l esclusivo interesse pubblico nella gestione dell edilizia sociale.
Conclusione: quale strada per il patrimonio abitativo?
La vicenda mette in luce il contrasto tra due visioni: da una parte la volontà di mantenere o tornare a modelli organizzativi tradizionali rappresentata dal centrodestra, dall altra la richiesta di mantenere scelte orientate alla razionalizzazione e al contenimento della spesa avanzata da Gravina. Il consigliere ribadisce la necessità di ripensare le decisioni assunte, sottolineando che in una fase di fragilità finanziaria è essenziale privilegiare misure che riducano i costi e migliorino la gestione del patrimonio pubblico. La palla torna ora al governo regionale, chiamato a scegliere se rivedere la strada intrapresa o confermarla definitivamente.



