Mentre l’Italia si prepara ad affrontare un agosto caratterizzato da temperature tropicali i dati economici offrono qualche spunto di ottimismo. Le previsioni per il Pil 2026 mostrano una crescita complessiva dello 0,9% ma con significative differenze tra le varie regioni del Paese.
Secondo le elaborazioni di CER per Confesercenti basate sulle ultime previsioni dell’Ufficio parlamentare di bilancio il Trentino-Alto Adige si conferma la regione con la crescita più sostenuta, con un +1,5%. Seguono Lazio e Toscana con un +1,2% mentre Emilia-RomagnaBasilicata e Liguria registrano tutte un +1,1%.
Le regioni in difficoltà e le performance dei capoluoghi
In fondo alla classifica si trovano la Valle d’Aosta unica regione in contrazione con un -0,1% e la Calabria quasi ferma con un +0,1%. Il Molise si posiziona al terzultimo posto con un +0,5% davanti solo a Valle d’Aosta e Calabria.
Tra i capoluoghi di provincia, Bolzano si distingue con una crescita prevista del +1,8% il ritmo più veloce tra le città italiane. Seguono Roma e Milano appaiate al secondo posto con un +1,6%. In coda alla classifica si trova Reggio Calabria con una crescita prevista pari a zero.
L’inflazione: Campobasso in testa per la stabilità dei prezzi
Sul fronte dell’inflazione il Molise si conferma la regione che se la cava meglio. Tra i capoluoghi di provincia italiani, Campobasso registra l’aumento più contenuto con un +1,7% seguita da Potenza con un +1,9% e Firenze con un +2%.
La situazione è più critica in Reggio Calabria dove si registra l’aumento dei prezzi più alto d’Italia con un +4,3% quasi un punto sopra Napoli con un +3,5%. Seguono Bolzano e Roma appaiate al +3,4% e poi Bari e Palermo entrambe al +3,2%.
Le dichiarazioni di Nico Gronchi, presidente di Confesercenti
“In un periodo in cui l’unica certezza sembra essere il caldo tropicale che ci accompagnerà per tutto agosto, i numeri danno qualche soddisfazione”, commenta Nico Gronchi presidente di Confesercenti. “Le previsioni sul Pil migliorano e l’inflazione resta, nella media nazionale, sotto la soglia del 3%. È presto per dire quanto il caldo torrido peserà sull’andamento dell’economia e sulle scelte di spesa delle famiglie: qualche effetto ci sarà. L’auspicio è che le stime indicate oggi vengano confermate, se non migliorate.”
Gronchi sottolinea inoltre che “i territori viaggiano a velocità molto diverse tra loro, anche all’interno delle stesse aree amministrative. Metà della crescita attesa per il 2026 si concentra in cinque città: le economie urbane sono ormai un motore autonomo dello sviluppo nazionale, e bisogna partire da qui. Le politiche per lo sviluppo urbano debbano essere considerate a tutti gli effetti come uno dei pilastri della strategia di crescita del nostro paese.”



