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Protesta a Campobasso: Coldiretti chiede tutele per grano e olio in calo

Oggi a Campobasso centinaia di agricoltori, insieme a sindaci e amministratori, hanno manifestato davanti alla Prefettura per denunciare il crollo del prezzo del grano duro e dell'olio extravergine d'oliva, consegnando un manifesto al Prefetto e chiedendo misure contro frodi e pratiche sleali

Protesta a Campobasso: Coldiretti chiede tutele per grano e olio in calo

Oggi a Campobasso si è svolta una manifestazione organizzata da Coldiretti Molise per denunciare quello che gli agricoltori definiscono un crollo ingiustificato dei prezzi di due produzioni simbolo: il grano duro e l’olio extravergine di oliva. La protesta è stata coordinata in contemporanea in diverse città italiane tra cui RomaBariBolognaNapoliPalermoFirenze e Cagliaricon agricoltori radunati davanti alle Prefetture dei principali capoluoghi produttivi.

Davanti al Palazzo del Governo di Campobasso si sono ritrovati centinaia di produttori supportati da amministratori locali, tra i quali la sindaca Maria Luisa Forte e il sindaco e presidente della Provincia di Campobasso Giuseppe Puchetti. Una delegazione ha consegnato al Prefetto, Michele Lattaruloun manifesto contenente le richieste dell’organizzazione per difendere reddito e trasparenza nella filiera.

Denuncia sui prezzi e sugli acquisti sotto costo

Il fulcro della protesta riguarda il prezzo del grano duroColdiretti segnala offerte d’acquisto in piena trebbiatura a 19 centesimi al chiloun valore ritenuto incompatibile con la sostenibilità delle aziende. I rappresentanti locali hanno sottolineato che questo prezzo va confrontato con i prezzi finali al consumo, dove la pasta arriva a costare almeno 2 euro al chilo e il pane fino a 3 euroevidenziando una disparità che gli agricoltori giudicano inaccettabile.

Messaggi dei rappresentanti Coldiretti

Il presidente regionale di Coldiretti MoliseClaudio Papaha puntato il dito contro «Speculazioni, inganni e mancanza di trasparenza» che, a suo avviso, mettono a rischio sia la salute dei cittadini sia la sopravvivenza delle imprese agricole, già gravate dall’aumento dei costi. Il direttore regionale, Franco Dell’Acquaha chiesto «basta alle manovre di veri e propri trafficanti che fanno crollare i prezzi di olio extravergine d’oliva e grano» e ha citato il caso degli acquisti a 19 centesimi al chilo come esempio di pratiche vergognose.

Il caso dell’olio extravergine d’oliva e i dati di filiera

L’olio extravergine d’oliva è stato indicato come un altro elemento centrale della vertenza. Coldiretti ricorda che il prezzo riconosciuto ai produttori è sceso di circa 50% nell’ultimo anno, mentre i costi di coltivazione sono aumentati di oltre 200 euro per ettaromettendo sotto pressione molte aziende. In Molise è attivo anche il Distretto dell’Olio Evo Molisanoche rappresenta la produzione locale coinvolta dalle dinamiche di prezzo.

Dati sulla produzione e sugli scambi

I numeri citati dall’organizzazione mettono in luce divergenze tra produzione, consumo ed importazioni: l’Italia produce circa 234 milioni di litri di olio extravergine d’oliva, mentre i consumi interni sono stimati a 461 milioni di litri. L’export raggiunge 318 milioni di litrie le importazioni ammonterebbero a 545 milioni di litricifre che secondo Coldiretti spiegano perché «I conti non tornano» se non vengono contrastate frodi e adulterazioni sull’origine dei prodotti.

Durante la manifestazione è stato ribadito l’appello a rafforzare i controlli per prevenire pratiche sleali, vietare la vendita sotto il costo di produzione e utilizzare strumenti di tracciabilità più efficaci per attestare l’origine reale degli oli e dei cereali.

Tutele richieste e consegna del manifesto al Prefetto

Il documento consegnato al Prefetto contiene richieste concrete: aumentare le ispezioni, bloccare le frodi sull’origine con metodi avanzati di analisi e garantire l’applicazione delle norme contro le pratiche sleali. Coldiretti chiede inoltre l’obbligo di fatturazione delle olive per migliorare la tracciabilità e misure per contrastare importazioni che possono favorire comportamenti distorsivi del mercato.

I rappresentanti regionali hanno chiesto alle autorità di adottare azioni immediate per arginare «Speculazioni, inganni e mancanza di trasparenza» e di tutelare così sia il reddito degli agricoltori che il diritto dei cittadini a consumare prodotti genuini e tracciati.

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