Il 03 giugno 2026 la Prefettura di Campobasso, per il tramite del prefetto Michela Lattarulo, ha emanato quattro interdittive antimafia nei confronti di imprese operative nel Basso Molise. I provvedimenti coinvolgono attività con sede a Termoli e Campomarino, operanti nei settori della ristorazione, delle sale gioco e del commercio di autoveicoli, anche attraverso piattaforme online. Questo intervento è il risultato di un’istruttoria condotta dal Gruppo Interforze Antimafia con il supporto delle Forze dell’Ordine e della Direzione Investigativa Antimafia, che ha raccolto elementi ritenuti rilevanti ai fini della prevenzione.
Motivazioni e quadro investigativo
Secondo gli accertamenti, è emersa una forma di infiltrazione silente di presunti sodalizi criminali di matrice pugliese interessati a investire capitali illeciti in attività locali apparentemente regolari. Le quattro interdittive sono quindi il frutto di una verifica approfondita volta a impedire l’immissione di risorse illecite nel circuito economico provinciale. La scelta di intervenire tramite interdittive amministrative si inquadra in una strategia preventiva che mira a proteggere il tessuto produttivo sano e a evitare che soggetti collegati alla criminalità organizzata ottengano o mantengano rapporti con la Pubblica Amministrazione.
Settori coinvolti
Tra i comparti segnalati figurano il bar-ristorazione, le sale gioco e il commercio di auto – sia nuovo sia usato – compreso il canale delle vendite online. Il Gruppo Interforze Antimafia ha ritenuto che tali settori possano rappresentare veicoli per il riciclaggio di capitali, perciò le interdittive si concentrano proprio su attività che offrono liquidità e movimentazione finanziaria frequente. L’azione amministrativa intende così interrompere catene di legami economici ritenute sospette prima che si consolidino.
Ruolo delle istituzioni e prossime azioni
Alla luce dei provvedimenti, il prefetto Michela Lattarulo ha invitato i sindaci della provincia di Campobasso ad aderire a un protocollo di legalità predisposto secondo le linee guida del Ministero dell’Interno. L’intesa mira a rafforzare i controlli amministrativi attraverso l’estensione dell’obbligo di acquisizione della documentazione antimafia tramite la Banca Dati Nazionale Antimafia (Bdna). Tale misura operativa dovrebbe rendere più sistematico il controllo preventivo sugli appalti, le licenze e le autorizzazioni concesse dalla Pubblica Amministrazione.
Impatto sul territorio
L’obiettivo dichiarato dalla Prefettura è duplice: tutelare le imprese oneste e impedire che esponenti o soggetti collegati alla criminalità organizzata possano inserirsi nei circuiti economici pubblici. L’adozione del protocollo e l’uso della Banca Dati Nazionale Antimafia (Bdna) sono strumenti intesi a rendere più penetrante e coordinata la rete dei controlli, aumentando la trasparenza nelle verifiche amministrative e riducendo i margini di manovra per eventuali attività illecite.
Cooperazione investigativa e prevenzione
Le interdittive scaturiscono da un lavoro congiunto tra Prefettura, Gruppo Interforze Antimafia, Direzione Investigativa Antimafia e le componenti delle Forze dell’Ordine che hanno operato per ricostruire eventuali legami economici e patrimoniali sospetti. La strategia adottata privilegia la prevenzione amministrativa rispetto all’azione repressiva successiva: si tratta di un approccio che mira a ridurre l’accesso a risorse e commesse pubbliche da parte di soggetti ritenuti a rischio, con lo scopo di interrompere tempestivamente fenomeni di infiltrazione.
Meccanismi di controllo
L’estensione dell’obbligo di acquisizione della documentazione antimafia mediante la Banca Dati Nazionale Antimafia (Bdna) permette di snellire e standardizzare le verifiche preventivate, rendendo disponibili alle amministrazioni locali informazioni aggiornate sui soggetti interessati. Questo meccanismo rappresenta, secondo la Prefettura, un passaggio cruciale per rendere più efficace il contrasto amministrativo e limitare i rischi di investimento di capitali illeciti nel Basso Molise.
I provvedimenti del 03 giugno 2026 segnano un passo significativo nell’attività di tutela del mercato locale e nell’azione di prevenzione nei confronti della criminalità organizzata, ribadendo il ruolo delle istituzioni nell’attuare controlli tempestivi e coordinati. La collaborazione tra istituzioni centrali e amministrazioni locali, mediata da strumenti come la Banca Dati Nazionale Antimafia e i protocolli di legalità, rimane l’asse su cui costruire le misure preventive nei confronti di fenomeni di infiltrazione criminale.



