Nel corso della seduta monotematica del Consiglio comunale di Campobasso dedicata al nuovo Piano Operativo Sanitario 2026/2028, il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle ed ex sindaco, Roberto Gravina, ha preso la parola per offrire una lettura che supera i confini del dibattito locale. L’assemblea ha affrontato criticità tecniche e gestionali del documento, ma l’intervento di Gravina ha spostato il piano della discussione su una dimensione più ampia, richiamando l’attenzione sul rapporto tra la programmazione regionale e le politiche sanitarie nazionali.
Nel suo intervento Gravina ha collegato il confronto sul POS 2026/2028 alle iniziative della Commissione Sanità del Parlamento, che ha avviato un’indagine conoscitiva sui Livelli Essenziali di Prestazione (LEP). Ha ricordato che la verifica parlamentare includerà missioni nelle regioni e che il Molise sarà tra le tappe previste, con sopralluoghi a Campobasso, Termoli, Isernia e Agnone, invitando istituzioni e stakeholder locali a preparare dati e proposte concrete.
Un problema nazionale, non solo molisano
Secondo Gravina, ciò che emerge dall’analisi del sistema sanitario regionale non può essere letto come un’anomalia isolata: è piuttosto il riflesso di un sistema sanitario nazionale che richiede interventi strutturali. Ha sottolineato che riformare i LEP e chiarire le responsabilità gestionali sono passaggi essenziali per garantire uniformità di servizi sul territorio. Sullo sfondo c’è l’idea che le criticità vissute in Molise possano essere utili come caso di studio per orientare scelte legislative e finanziarie a livello centrale, evitando che gli aggiustamenti locali restino soltanto palliativi temporanei.
Le missioni sul territorio
Le prossime missioni della Commissione parlamentare assumono per Gravina il valore di un’opportunità politica e tecnica: osservare direttamente le strutture, raccogliere testimonianze e misurare le discrepanze tra standard teorici e pratiche operative. Il consigliere ha invitato amministrazioni comunali, professionisti e direzioni sanitarie a mettere insieme dati, report e proposte operative. A suo avviso, presentare elementi concreti durante le visite può evitare che il Molise venga interpretato solo come un esempio negativo, trasformando invece le criticità in proposte di riforma condivise.
Le critiche all’ASREM e la richiesta di visione ampia
Gravina non ha risparmiato critiche alla ASREM, definendola parte del problema: secondo il consigliere, il management aziendale manifesta limiti organizzativi e strutturali che si ripercuotono sulla qualità dell’assistenza ai cittadini. Questa diagnosi porta alla conclusione che non siano sufficienti interventi di tipo cosmetico o modifiche interne isolate. Servirebbe piuttosto una revisione complessiva delle regole di governance e dei flussi finanziari, dentro un quadro nazionale che garantisca risorse certe e standard applicabili su tutto il territorio.
Perché non bastano gli aggiustamenti locali
Nel suo ragionamento Gravina ha evidenziato come interventi solo regionali rischino di restare intrappolati nelle stesse logiche che hanno prodotto le criticità attuali. Ha insistito sull’urgenza di una ridefinizione dei LEP e di strumenti che assicurino trasparenza nella gestione delle aziende sanitarie. Per il consigliere, una politica nazionale forte è necessaria per interrompere pratiche opache e per orientare i manager sanitari a rispondere primariamente ai bisogni dei pazienti e non a logiche burocratiche o clientelari.
Verso una voce unitaria e i prossimi passi
Per concludere, Gravina ha lanciato una chiamata all’unità: il Molise deve arrivare alle verifiche parlamentari con una posizione condivisa, basata su numeri e proposte concrete. Ha chiesto che amministrazioni locali, consiglio regionale e operatori sanitari collaborino per costruire un dossier solido da presentare alla Commissione Sanità. Solo così, secondo il consigliere, sarà possibile trasformare il confronto in un’occasione di cambiamento reale, con ricadute positive per l’accesso alle cure e per la qualità dei servizi offerti ai cittadini.



