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Soccorso in mare a Termoli: 63enne trasferito in ospedale dopo malore

Marittimo di 63 anni colto da malore mentre era a bordo di un peschereccio della marineria termolese: intervento rapido della Guardia Costiera e trasferimento al pronto soccorso di Termoli

Soccorso in mare a Termoli: 63enne trasferito in ospedale dopo malore

Nella mattinata, la Sala Operativa della Guardia Costiera di Termoli ha coordinato un intervento di emergenza per soccorrere un marittimo colto da malore a distanza dalla costa. L’allarme è giunto alle 09.10 via radio dal comandante di un peschereccio della marineria locale: a bordo un uomo di 63 anni, originario di Manfredonia, che accusava forti dolori addominali e lombari. In prima istanza è stata attivata la rete di assistenza sanitaria a distanza, con il coinvolgimento del CIRM per una valutazione clinica telefonica, mentre la Capitaneria iniziava il coordinamento delle fasi successive.

La gestione della chiamata e la rapidità decisionale rappresentano la prima fase di un processo pensato per preservare la vita in mare: la Sala Operativa ha analizzato la situazione, instradato le risorse e predisposto i mezzi necessari per il trasbordo e il trasporto verso terra. Il peschereccio si trovava a circa 21 miglia nautiche dal porto di Termoli, quindi fuori dalla zona immediata della costa; nonostante ciò è stata assicurata la sinergia tra valutazione medica a distanza e intervento navale, con priorità alla stabilizzazione del paziente e alla continuità delle cure.

Intervento navale e procedure operative

Sul punto è stato inviato il battello veloce GC A77, già in navigazione nelle acque del compartimento marittimo per altre attività istituzionali, che ha raggiunto rapidamente l’unità da pesca. I militari hanno effettuato il trasbordo, cioè il trasferimento del marittimo dal peschereccio all’unità di soccorso, operazione eseguita dopo una valutazione delle condizioni e delle necessità di emergenza. Durante questa fase operativa la priorità è stata data alla movimentazione sicura del paziente e alla preventiva comunicazione con i servizi sanitari di terra.

Ruolo del CIRM e della valutazione a distanza

Il coinvolgimento del CIRM ha permesso una prima diagnosi e indicazioni terapeutiche da remoto, fondamentali in situazioni in cui il tempo e la distanza possono complicare l’intervento. Il Centro Internazionale Radio Medico ha fornito supporto specialistico per stabilire le condizioni cliniche, suggerire comportamenti al personale di bordo e determinare l’urgenza del trasporto verso terra. Questa collaborazione tra istituzioni nautiche e servizi sanitari è un esempio di come funziona il sistema di soccorso marittimo quando è necessario il coordinamento tra mare e ospedale.

Arrivo in porto e trasferimento al nosocomio

Il trasporto verso il porto di Termoli si è svolto in accelerazione controllata: all’arrivo in banchina il marittimo è stato affidato a una pattuglia terrestre della Guardia Costiera e al personale sanitario del 118, già allertato e presente con un’ambulanza per il trasferimento al pronto soccorso. Le operazioni di consegna al personale sanitario sono state condotte con attenzione alla continuità delle cure e alla comunicazione delle informazioni mediche raccolte durante la navigazione, per garantire un passaggio di consegne efficace tra equipaggio, soccorritori e equipe ospedaliera.

Organizzazione e tempestività del soccorso

La sequenza di interventi — segnalazione via radio, attivazione del CIRM, invio del battello GC A77, trasbordo e consegna al 118 — evidenzia la capacità di reazione del dispositivo di soccorso marittimo. L’azione coordinata della Capitaneria di porto e della Guardia Costiera di Termoli dimostra come un modello organizzativo strutturato e mezzi pronti all’uso possano ridurre i rischi legati a emergenze a distanza dalla costa, offrendo risposte rapide 24 ore su 24, 365 giorni l’anno.

In conclusione, l’intervento ha evitato ritardi potenzialmente pericolosi e ha permesso il trasferimento del marinaio al presidio ospedaliero per ulteriori accertamenti e cure. Questa operazione costituisce un esempio pratico di come il sistema di soccorso marittimo e la collaborazione con i servizi sanitari terrestri funzionino in sinergia per la salvaguardia della vita umana in mare. Resta alta l’attenzione sulle condizioni di lavoro e salute a bordo, così come sull’importanza di procedure e comunicazioni efficaci in tutte le fasi del soccorso.

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