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Come il Molise può invertire la rotta puntando su lavoro sostenibile e competenze

Un dibattito pubblico al Spazio Sfuso JUST MÒ ha riunito esperti, docenti e rappresentanti politici per discutere strategie su lavoro, sostenibilità e diritto a restare in Molise

Come il Molise può invertire la rotta puntando su lavoro sostenibile e competenze

Si è svolto ieri sera presso lo Spazio Sfuso JUST MÒ un dibattito promosso dalla Federazione Medio Molise del Partito Democratico sul tema lavoro e sviluppo in un contesto instabile. L’iniziativa ha voluto mettere insieme punti di vista diversi — accademici, istituzionali e associativi — per delineare soluzioni concrete capaci di contrastare la marginalità territoriale e valorizzare le competenze locali come leva di crescita.

La serata, introdotta dal presidente Gustavo De Francesco e moderata dal segretario di federazione Salvatore Tronca, ha visto la partecipazione di docenti dell’Università degli Studi del Molise, rappresentanti politici e cittadinanza attiva. Le discussioni hanno alternato analisi geopolitiche, riflessioni sulla demografia e proposte operative, con l’obiettivo di trasformare risorse come il PNRR in progetti stabili e radicati sul territorio.

Analisi globale e l’urgenza della sostenibilità

Andrea Ferrazzi di ASVIS ha aperto il confronto collegando lo scenario internazionale alle scelte locali: la sostenibilità è stata proposta come il vero elemento stabilizzante in un mondo segnato da modelli predatori. Usando un’immagine marina — la pinna che mantiene la rotta — Ferrazzi ha sottolineato la transizione da un ordine bipolare a uno più complesso e diffuso, avvertendo sui rischi di approcci economici che trascurano le risorse e le persone. Secondo l’intervento, l’Italia deve rispondere riaffermando i princìpi costituzionali che inseriscono l’ambiente e la salute tra i limiti dell’attività economica.

Costituzione e nuove metriche di sviluppo

Nell’analisi è emerso il richiamo agli articoli 9 e 41 della Costituzione, che ridefiniscono i confini dell’economia in funzione della tutela ambientale e della salute pubblica. Ferrazzi ha anche proposto di superare la centralità del PIL a favore del Benessere Equo e Sostenibile (BES) come misura più adeguata per valutare la qualità della vita delle future generazioni, richiamando la necessità di metriche capaci di orientare scelte pubbliche e investimenti.

La diagnosi del territorio: fondi, PNRR e fuga di risorse

I docenti dell’Università degli Studi del Molise hanno fornito una fotografia puntuale del divario economico regionale. Giuliano Resce ha contestualizzato l’efficacia dei fondi strutturali e del PNRR, osservando che i trasferimenti monetari non bastano se non si trasformano in politiche capaci di generare sviluppo autonomo. La critica si è focalizzata sul problema della scarsa capacità di trattenere valore sul territorio: gli investimenti rischiano di essere poco impattanti se non accompagnati da progetti di sistema che creino occupazione stabile e filiere locali.

Spopolamento e capitale umano

Fabrizio Nocera ha approfondito la questione demografica, definendo lo spopolamento una ferita sociale provocata da carenze nelle politiche del lavoro e nella formazione. Secondo Nocera, investire nel capitale umano non è solo una misura economica ma una politica sociale indispensabile per garantire il diritto a restare. Senza servizi adeguati e opportunità lavorative convincenti, vivere in Molise rischia di essere percepito come un sacrificio anziché come una scelta di vita sostenibile e dignitosa.

Politica, partecipazione e il ruolo delle donne

La consigliera regionale Micaela Fanelli ha posto l’accento sulla centralità dell’occupazione femminile per arginare il calo demografico: dove lavorano più donne, i territori tendono a spopolarsi meno. Fanelli ha anche criticato la gestione amministrativa regionale, segnalando una doppia faccia che non affronta efficacemente i tagli alla sanità e le politiche per le aree interne. La sua proposta è chiara: servono visioni di lungo termine e risorse aggiuntive, non scuse amministrative, per costruire condizioni che permettano alle famiglie e ai giovani di restare nel territorio.

Democrazia, governance e approcci femminili alla sostenibilità

La senatrice Valeria Valente ha inserito il dibattito in una prospettiva più ampia parlando di crisi della sovranità democratica: troppi processi decisionali sfuggono oggi al controllo pubblico e questo indebolisce la partecipazione. Valente ha inoltre collegato il pensiero femminile alla sostenibilità, sostenendo che l’approccio delle donne tende a valorizzare la qualità della vita e l’etica della cura, meno incline al profitto immediato. Ha infine evidenziato le barriere strutturali nel Mezzogiorno che gravano sulle donne, dalla mancanza di welfare ai deficit nei servizi di trasporto e sanità.

Verso tavoli tematici e proposte concrete

La serata si è chiusa con un vivace scambio di interventi da parte di cittadini, amministratori e professionisti. Il segretario Salvatore Tronca ha richiamato l’importanza della politica intesa come impegno competente al servizio del bene comune. L’incontro è stato indicato come tappa di un percorso che continuerà con tavoli tematici aperti, pensati per tradurre le analisi emerse in un’agenda politica condivisa, con l’obiettivo di trasformare idee in progetti reali per il futuro del Molise.

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