Negli ultimi mesi la presenza del cinghiale è aumentata in maniera evidente in diverse regioni italiane. Dal Molise alla Lombardia, gli animali selvatici si spostano nei territori urbani, creando problemi di sanità pubblica danni alle colture e ingorghi stradali. Le amministrazioni locali hanno cominciato a intervenire con misure urgenti, ma le soluzioni variano notevolmente da un comune all’altro.
Tre casi recenti illustrano la complessità della gestione di questa emergenza: a Campobasso si è dovuta affrontare la rimozione di una carcassa di cinghiale, a Bojano il sindaco ha chiesto la chiusura della zona di ripopolamento “Colle d’Anchise”, mentre a Torino gli avvistamenti in zona urbana stanno diventando quasi quotidiani. Tutti questi eventi hanno in comune la necessità di tutelare la salute pubblica e la sicurezza stradale.
Campobasso: carcassa di cinghiale e ordine di seppellimento a carico del proprietario
Il 17 settembre il Comune di Campobasso ha firmato l’ordinanza n. 47 definita “contingibile e urgente”, per la rimozione di una carcassa di cinghiale trovata in via XXIV Maggio. L’Asrem, informata dal cittadino, ha segnalato la presenza dell’animale deceduto, il cui decomporre poteva veicolare patogeni pericolosi. L’ordinanza stabilisce che il proprietario del suolo deve provvedere, a proprie spese, al smaltimento entro tre giorni, pena l’intervento forzato degli agenti della Polizia locale e il recupero del costo dal cittadino.
Motivi igienico-sanitari e obblighi di legge
Le autorità hanno giustificato la decisione citando le norme che regolano i sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano. Una carcassa in decomposizione è infatti una potenziale fonte di malattie zoonotiche con rischi per animali e persone. La sindaca Marialuisa Forte ha sottolineato che, sebbene la città sia invasa da cinghiali, ogni singola carcassa richiede una gestione immediata per evitare contaminazioni ambientali.
Bojano: la domanda di chiusura della zona di ripopolamento “Colle d’Anchise”
Nel territorio di Bojano, la zona di ripopolamento e cattura nota come “Colle d’Anchise” si estende per oltre 800 ettari. Il sindaco Carmine Ruscetta, preoccupato per i danni alle coltivazioni e per la sicurezza stradale, ha inviato una formale richiesta alla Regione Molise chiedendo la chiusura temporanea dell’area. La decisione è motivata dal crescente avvicinamento dei cinghiali alle abitazioni, con incidenti notturni e ingorghi dovuti alla loro presenza sulle strade provinciali.
Conseguenze per agricoltura e rischio di peste suina
Gli agricoltori locali denunciano perdite economiche considerevoli: i suini e le colture vengono depredati, e la vicinanza di animali potenzialmente infetti aumenta il timore di un focolaio di peste suina africana. Nonostante le pressioni, le autorità regionali non hanno ancora fornito una risposta ufficiale, lasciando la popolazione in attesa di misure concrete. Il sindaco ha, comunque, avvertito che, in assenza di interventi, il fenomeno continuerà a ostacolare la vita quotidiana dei cittadini.
Torino e le aree limitrofe: i cinghiali entrano in città
Nel capoluogo piemontese, i recenti avvistamenti di cinghiali si sono concentrati nella cintura verde che circonda Torino, includendo quartieri come Nichelino e Mirafiori Sud. Gli animali sfruttano i corridoi verdi – parchi, aiuole, sponde dei fiumi – per spostarsi, avvicinandosi alle zone residenziali alla ricerca di cibo facilmente reperibile, come rifiuti domestici e frutta caduta.
Impatto sulla viabilità e consigli per i cittadini
La presenza di questi mammiferi su strade trafficate genera situazioni di pericolo: un cinghiale che attraversa la carreggiata può costringere gli automobilisti a frenate brusche, soprattutto di notte, aumentando il rischio di tamponamenti. Le autorità consigliano di rallentare in presenza di animali, di non avvicinarsi per fotografarli, e di mantenere una distanza di sicurezza. Inoltre, è fondamentale non alimentare i cinghiali, poiché questo incentiva ulteriori incursioni nelle aree urbane.
A Campobasso la priorità è la decontaminazione del territorio, a Bojano è la gestione del conflitto tra fauna selvatica e agricoltura, mentre a Torino l’obiettivo è mitigare l’interazione tra animali e cittadini. Solo attraverso interventi coordinati tra comuni, regioni e enti sanitari sarà possibile limitare i rischi per la salute pubblica e garantire una convivenza più equilibrata con la fauna selvatica.



