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Termoli: la Fim-Cisl chiede batterie e linee per i posti di lavoro

Il piano di Stellantis prevede la produzione del GME solo in America, lasciando a Termoli sfide occupazionali e la richiesta di nuove attività.

Termoli: la Fim-Cisl chiede batterie e linee per i posti di lavoro

Dal primo semestre del 2027 il motore GME sarà fabbricato esclusivamente negli Stati Uniti, anche nella versione Evo. La decisione, annunciata da Stellantis, toglie a Termoli una quota importante di volumi produttivi, mettendo a repentaglio la continuità lavorativa di circa 1.800 addetti diretti. La Fim-Cisl rappresentata da Ferdinando Uliano, ha definito le misure previste dal piano industriale insufficienti a tutelare i posti di lavoro e il tessuto produttivo molisano.

L’azienda ha comunque indicato due interventi per il sito: l’assegnazione del nuovo cambio eDCT e la revisione del motore GSE per adeguarlo alla normativa Euro 7. Questi elementi costituiscono il nucleo positivo del documento presentato il 6 ottobre, ma la Fim-Cisl sollecita ulteriori attività capaci di assicurare occupazione stabile e prospettive a medio-termine.

Il trasferimento del GME in America e le sue ripercussioni su Termoli

Con la produzione del GME destinata a America dal primo semestre 2027, la capacità produttiva di Termoli subirà una diminuzione di volumi non ancora quantificata, ma tale perdita rappresenta un colpo diretto per i circa 1.800 lavoratori dell’impianto. Uliano ha rimarcato la necessità di un ulteriore sforzo da parte del gruppo per compensare questo vuoto, facendo riferimento al precedente progetto di gigafactory ormai abbandonato.

Le due iniziative già confermate: eDCT e GSE Euro 7

Il nuovo cambio eDCT è stato assegnato a Termoli nel primo semestre del 2026, con una produzione prevista di circa 300 mila unità. Il rapporto della Fim-Cisl stima che questo progetto possa coinvolgere tra 250 e 300 dipendenti, rappresentando un’importante, ma non sufficiente, iniezione di occupazione.

Rivisitazione del motore GSE per Euro 7

L’adeguamento del motore GSE alle norme Euro 7 permetterà di prolungare una parte della produzione oltre il 2030. Tuttavia, la Fim osserva che, da solo, questo intervento non compensa la perdita di volumi legata al GME e non garantisce una continuità occupazionale stabile. Per questo chiede che il GSE venga impiegato su un panorama più ampio di marchi e piattaforme, inclusa la nuova architettura STLA ONE.

Le richieste della Fim-Cisl: batterie, nuove motorizzazioni e prospettive occupazionali

Oltre ai due progetti già approvati, il sindacato esige l’assegnazione di ulteriori attività, tra cui la produzione di batterie e componentistica per veicoli elettrici (BEV). Uliano ha citato l’esempio della joint venture spagnola tra Stellantis e CATL come modello più promettente rispetto al progetto ACC precedentemente abbandonato. La richiesta è di mantenere Termoli nella lista dei possibili siti per future linee di batterie, senza trascurare il potenziamento delle attività meccaniche tradizionali.

Pratola Serra come modello di ripresa

Nel primo trimestre del 2026, l’impianto di Pratola Serra ha prodotto circa 380 mila motori destinati per il 90 % ai veicoli commerciali. Con 1.450 dipendenti e senza ricorso a ammortizzatori sociali, il sito ha anche accolto circa 70 trasferiti da altri stabilimenti. Dal 2029 è previsto l’avvio di una nuova produzione di motori ibrido-diesel per veicoli commerciali Stellantis, dimostrando come una strategia mirata possa garantire continuità e crescita occupazionale.

Il rapporto nazionale, infine, mostra un incremento del 28,3 % nella produzione di veicoli (da 265 490 a 340 745) nei primi nove mesi del 2026, con le auto in crescita del 36,7 % e i veicoli commerciali del 17,3 %. Nonostante il trend positivo, i numeri restano al di sotto dell’obiettivo di un milione di unità annue discusso a livello ministeriale. La Fim-Cisl, quindi, sottolinea l’urgenza di politiche industriali europee solide, incentivi al Made in Europe e programmi di formazione per affrontare le sfide future del sito di Termoli.

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