Il 4 ottobre scorso lo stadio Molinari è stato teatro di una scena inaspettata: decine di sostenitori della Torres sono riusciti a superare il percorso previsto, hanno raggiunto la Curva Nord occupata dai tifosi del Campobasso e hanno sfilato con bastoni travestiti da aste per bandiere. La vicenda ha scatenato un acceso dibattito sulla sicurezza degli eventi sportivi e ha messo a fuoco la responsabilità delle forze dell’ordine.
Il caos durante la partita Campobasso-Torres
Secondo le ricostruzioni fornite dalla Questura circa sessanta tifosi della Torres avrebbero deviato dal percorso di sosta del pullman, fermandosi prima dell’ingresso e procedendo verso la zona di filtraggio della curva di casa. Una volta dentro, le autorità li hanno identificati e perquisiti, trovando quaranta bastoni camuffati da aste per bandiere. Parallelamente, sono stati segnalati danni ai sanitari riservati agli ospiti, con i bagni rotti e gli arredi vandalizzati.
Le immagini diffuse mostrano parte del gruppo accompagnato da due agenti della Digos e da un veicolo della Guardia di Finanza, ma allo stesso tempo si vedono i tifosi con i bastoni in mano. Testimoni oculari hanno riferito che i sostenitori della Torres hanno attraversato gli ingressi delle tribune mentre nella platea stavano già entrando famiglie con bambini, creando una situazione di tensione palpabile.
Le richieste dell’associazione Casa del Popolo
L’associazione Casa del Popolo ha pubblicato una nota in cui si chiede una risposta puntuale al Questore e ai responsabili della Digos. Tra le domande più pressanti figurano: come è stato possibile che un gruppo numeroso abbia abbandonato il percorso di filtraggio previsto? Perché non è stato reindirizzato immediatamente verso il settore ospiti? E soprattutto, come si spiega che i bastoni siano rimasti invisibili ai controlli se il gruppo era sotto vigilanza?
Casa del Popolo sottolinea inoltre che, in precedenti incontri (Perugia, Livorno, Pineto), le autorità hanno adottato provvedimenti più restrittivi, come il divieto di trasferta o il dispiegamento del Reparto Mobile. Per la partita contro la Torres, invece, il dispositivo di ordine pubblico era sembrato più lieve, sollevando dubbi sulla valutazione del rischio effettuata prima dell’evento.
Criticità nella gestione preventiva
Secondo la stessa nota, non si chiede una repressione più severa o l’applicazione di nuovi Daspo contro i tifosi della Torres, ma una ricostruzione trasparente dei criteri adottati per la prevenzione. La associazione contesta infatti l’uso del Daspo quando è stato rivolto alla tifoseria campobassana per fatti non violenti, definendolo uno strumento amministrativo di interdizione ingiusto.
Sanzioni amministrative e reazioni del Comune
Il giudice sportivo ha inflitto alla società della Torres una sanzione di 400 €, per “fatti contrari alle norme in materia di ordine e di sicurezza” e per i danni arrecati ai servizi igienici dello stadio. La multa è accompagnata da una nota che cita la “violenza dei sostenitori”, anche se non sono stati pronunciati ulteriori provvedimenti di interdizione individuale.
Nel frattempo, il Comune di Campobasso ha contestato il divieto di trasferta imposto ai propri tifosi per la prossima sfida a Ravenna. L’amministrazione sostiene che il provvedimento, emanato a seguito delle tensioni del 4 ottobre, colpisce ingiustamente i sostenitori che hanno mantenuto la calma. Vengono richieste spiegazioni dettagliate sui protocolli di monitoraggio dei flussi di pubblico e sulla reale responsabilità per i danni ai bagni.
Il Comune ha inoltre chiesto una revisione dell’atto, affermando che le autorità di pubblica sicurezza dovrebbero offrire un riequilibrio tra la necessità di prevenzione e il diritto dei cittadini a partecipare agli eventi sportivi senza subire sanzioni collettive.



