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Festa di San Pardo a Larino: valori di fede, famiglia e gioventù

L’omelia di San Pardo a Larino ha risvegliato valori di fede, famiglia e speranza nei cuori dei larinesi.

Festa di San Pardo a Larino: valori di fede, famiglia e gioventù

Sabato 17 ottobre, nella suggestiva cornice della Basilica Concattedrale di Larino si è svolta la festa tradizionale di San Pardo “di vendemmia”, coincidente con la XXIX domenica del Tempo Ordinario. L’evento, radicato nella storia locale, ha riunito la comunità larinese attorno a una celebrazione che supera il semplice rito liturgico, diventando un momento di riflessione collettiva sui valori cristiani e sulle dinamiche familiari.

Omaggio a San Pardo: dignità umana e libertà evangelica

L’omelia ha avuto come punto di partenza il passo evangelico “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”. Da questo versetto è nata una meditazione sulla dignità della persona intesa come immagine del Creatore, invito a resistere a logiche di potere, egoismo e indifferenza. Il sacerdote ha sottolineato che riconoscere il proprio valore davanti a Dio è il primo passo per sfuggire ai condizionamenti mondani, proponendo una vita ancorata alla libertà evangelica promossa da San Pardo.

Il gesto di Cesare nella vita quotidiana

Nel contesto dell’omelia, il riferimento a Cesare è stato reinterpretato come metafora delle ambizioni terrene che spesso allontanano l’individuo dal suo vero scopo. Si è ribadito che la fedeltà a Dio non deve essere sacrificata per riconoscimenti mondani, esattamente come il patrono, che secondo la tradizione, rinunciò a incarichi prestigiosi per dedicarsi alla preghiera e all’umiltà. Questo nucleo di pensiero è stato posto al centro della festa, ispirando i presenti a riscoprire il proprio legame con il divino.

Famiglia e identità: i carri di buoi come simbolo di unità

Un tratto distintivo della celebrazione è stato l’appello alle famiglie descritte come il cuore pulsante della società larinese. L’omelia ha richiesto di difendere gli affetti, ristabilire il dialogo e mantenere vivi quei valori capaci di sostenere le difficoltà quotidiane. Per rendere tangibile questo concetto, è stato richiamato il tradizionale “carro trainato da buoi”, simbolo identitario della città. Questo rito, oltre a rappresentare la collaborazione pratica, è stato presentato come metafora della solidarietà familiare: tutti spingono lo stesso carro verso una meta comune.

Giovani larinesi: il “vino nuovo” della comunità

Il messaggio rivolto ai giovani è stato particolarmente incisivo. Si è esortato a non lasciarsi modellare dalle mode temporanee o dalla ricerca di consenso a tutti i costi, ma a custodire la propria unicità, i talenti e la fede ricevuta in casa. L’espressione “vino nuovo di Larino” è stata usata per descrivere la generazione emergente, chiamata a rinfrescare il territorio con entusiasmo, responsabilità e speranza. L’invito è stato quello di diventare protagonisti attivi del futuro del comune, mantenendo vive le radici cristiane mentre si aprono a nuove opportunità.

San Pardo, pilastro storico nella rinascita della città

Non è mancato il ricordo del ruolo storico di San Pardo nella ricostruzione di Larino dopo le devastazioni del passato. La sua figura continua a fungere da faro spirituale e identitario, capace di unire la tradizione religiosa con la storia civica. La festa di “vendemmia”, complementare alla più nota celebrazione dei carri di maggio, si conferma così un’occasione privilegiata per la comunità frentana di rinsaldare il legame con il proprio patrono e di riflettere sui valori della fede, della famiglia e della solidarietà elementi che ancora oggi sostengono il tessuto sociale di Larino.

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