23 ottobre 2026 🌤 20°

Incontro a Larino per aggiornare il TSO con nuove garanzie

Un tavolo a Larino ha messo a fuoco le recenti sentenze della Corte costituzionale, definendo un percorso più protettivo per il trattamento sanitario obbligatorio.

Incontro a Larino per aggiornare il TSO con nuove garanzie

Due pomeriggi fa il Tribunale di Larino ha ospitato un tavolo istituzionale dedicato al trattamento sanitario obbligatorio (TSO). L’incontro ha riunito tutti gli attori operativi del territorio – 30 sindaci del circondario, la Procura della Repubblica, il Centro di salute mentale di Termoli, l’Ordine degli avvocati, la Polizia locale e, successivamente, i Carabinieri di Termoli e Larino – con l’obiettivo di tradurre in pratica le recenti decisioni della Corte costituzionale.

L’evento è nato dalla necessità di garantire cure adeguate alle persone più fragili, mantenendo al contempo il rispetto dei diritti fondamentali. In un contesto in cui le emergenze sanitarie possono verificarsi in qualsiasi momento, la chiarezza dei ruoli e la rapidità d’intervento sono diventate priorità assolute.

Le sentenze della Corte costituzionale che riformano il TSO

Il punto di partenza del dibattito è stato rappresentato da due pronunce chiave. La sentenza numero 76 del 2025 ha introdotto l’obbligo per il giudice di ascoltare direttamente la persona interessata prima di convalidare il TSO, sancendo così il principio dell’autodeterminazione. La sentenza numero 157 del 2026 ha poi aggiunto la presenza obbligatoria di un difensore nella procedura di convalida e nella eventuale proroga del TSO quando il paziente è ricoverato in ospedale. Entrambe le decisioni rafforzano le garanzie costituzionali a tutela della libertà personale.

Il tavolo istituzionale di Larino: protagonisti e ruolo della cooperazione

Il presidente del Tribunale di Larino, Daniele Colucci, ha sottolineato la necessità di una cooperazione effettiva tra magistratura, amministrazioni comunali, operatori sanitari e forze dell’ordine. «Qui è un caso davvero di cooperazione», ha dichiarato, rimarcando il ruolo cruciale di tutti i soggetti presenti. Il dibattito è stato arricchito dall’intervento del procuratore, che ha evidenziato l’importanza di una tempestiva trasmissione dei fascicoli, e del responsabile del Centro di salute mentale di Termoli, che ha illustrato le difficoltà pratiche nell’informare i pazienti in fase di crisi psicologica acuta.

Il rappresentante dell’Ordine degli avvocati, Vincenzo Musacchio, ha ricordato che «parliamo in parte di privazione della libertà personale: è giusto che ci siano le garanzie che prevede la Costituzione». La sua osservazione ha messo in luce la sensibilità necessaria nell’applicazione del TSO, soprattutto nella fase di comunicazione dei diritti al paziente.

Procedura operativa: ascolto, difesa e continuità assistenziale

Le nuove regole impongono che la persona sottoposta al TSO sia informata della facoltà di nominare un avvocato di fiducia; in mancanza, il giudice tutela la parte nominando un difensore d’ufficio. Tale figura deve ricevere tutta la documentazione necessaria in tempi rapidi, affinché la difesa possa esercitarsi concretamente. Il flusso informativo previsto comprende: la redazione dell’ordinanza da parte del tribunale, la comunicazione immediata al paziente, la raccolta della nomina del difensore e la trasmissione al giudice tutelare.

Un punto critico emerso riguarda la disponibilità delle forze dell’ordine nei comuni più piccoli, dove la Polizia locale non copre sempre le ore notturne. Per ovviare a questa limitazione, è stato deciso di proseguire il confronto con le compagnie dei Carabinieri di Termoli e Larino, definendo protocolli operativi condivisi che garantiscano la presenza di personale qualificato anche fuori dal normale orario di servizio.

Le difficoltà nei comuni di piccola dimensione

Nei comuni con organico ridotto, la gestione del TSO richiede una maggiore flessibilità. Il tavolo ha discusso la possibilità di creare un registro digitale unico dove le informazioni relative al paziente, alla nomina del difensore e all’avanzamento della pratica siano accessibili in tempo reale a tutti gli enti coinvolti. Tale strumento dovrebbe ridurre i tempi di attesa e migliorare la tracciabilità delle garanzie offerte.

Infine, sono stati programmati ulteriori incontri per la redazione di protocolli standardizzati e per l’avvio di attività formative rivolte a funzionari comunali, avvocati, magistrati e operatori delle cancellerie. L’obiettivo è costruire una risposta condivisa capace di rendere effettive le nuove tutele in ogni fase dell’intervento.

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