Sabato 24 ottobre la splendida Basilica di Sant’Apollinare in Classe, simbolo della Ravenna patrimonio UNESCO, ha fatto da cornice a un concerto dedicato al 260° anniversario della chiesetta di Ponte Assi. L’iniziativa, promossa dal Comune di Ravenna in collaborazione con l’assessorato alla cultura, ha richiesto anni di lavori di restauro per ridare vita a un edificio seicentesco che, fino al 2021, giaceva in condizioni di abbandono.
Il programma musicale ha tracciato un itinerario che parte dal Rinascimento per arrivare al Seicento, dimostrando come la musica sacra sia stata il filo conduttore di due secoli di evoluzione stilistica. Dopo l’introduzione di brani di Giovanni Pierluigi da Palestrina, la serata è culminata con il Magnificat di Francesco Durante, caposaldo del repertorio settecentesco, eseguito da coro e orchestra in una lettura intensamente emotiva.
Il programma: dalla polifonia rinascimentale al linguaggio barocco
La scelta dei brani ha voluto mettere in dialogo la tradizione corale con le sonorità del Quintetto Archi Ravennani. Dopo le fughe puresche di Palestrina, è stato presentato un composto originale di Marco Columbro, direttore della Corale Sant’Onofrio di Ferrazzano, che ha servito da ponte fra il repertorio sacro antico e le proposte contemporanee. Il Magnificat di Durante è stato interpretato con l’appoggio dell’organo a mantice suonato da Giovanni Andrea Luisi, medico di professione ma anche organista di origine molisana.
Il Magnificat di Durante: un momento clou
Il brano, che esalta la struttura a tre parti, ha ricevuto una risposta calorosa dal pubblico: le voci del coro, lucidissime, si sono intrecciate con gli archi, creando un equilibrio perfetto tra polifonia e armoniche barocche. L’interprete organista ha aggiunto una tessitura ricca, evidenziando l’aspetto meditativo della composizione. Il risultato è stato definito da molti spettatori come “un viaggio nel tempo” capace di connettere la spiritualità del passato con le sensibilità contemporanee.
Protagonisti: un legame tra Molise, Ravenna e la scena internazionale
Il Quintetto Archi Ravennani ha offerto una presenza strumentale impeccabile, ma l’autore di maggior rilievo della serata è stato il maestro Riccardo Muti. Dopo il concerto, Muti è salito sul palco per un breve ma significativo saluto, accompagnato dalla moglie Cristina Mazzavillani. La sua presenza, inattesa e spontanea, ha sottolineato il valore culturale dell’evento e ha dato visibilità nazionale a un’iniziativa locale.
Il legame che ha reso possibile l’incontro è radicato nella amicizia tra Muti e il dottor Giovanni Andrea Luisi, cardiologo e organista di Ferrazzano. Luisi, inoltre, è amico dell’assessore Massimo Cameliani (Pd, di San Felice del Molise), promotore della rassegna di musica da camera e responsabile della rinascita della chiesetta. Cameliani ha ricordato nella sua allocuzione i lavori di recupero avviati nel 2021 e il ruolo dei volontari nel mantenere vivo il piccolo edificio, ora sede di preghiere settimanali e di concerti secolari.
Il significato della celebrazione: patrimonio, fede e comunità
Il concerto ha celebrato non solo un anniversario storico ma anche la capacità della musica di unire comunità diverse. La chiesetta di Ponte Assi, oggi conosciuta come Oratorio Madonna di Pompei, è diventata un luogo di culto per il Rosario settimanale e, da cinque anni, accoglie la rassegna di musica da camera dedicata al Settecento. La serata ha dimostrato come la cultura musicale possa rivitalizzare un patrimonio architettonico altrimenti dimenticato, trasformandolo in centro di scambio artistico e spirituale.
Il pubblico, composto da residenti, turisti e appassionati di musica classica, ha lasciato il recinto con la consapevolezza di aver partecipato a un evento unico in cui tradizione locale e eccellenza internazionale si sono incontrate. L’apprezzamento per le voci della Corale Sant’Onofrio, per l’energia del quintetto e per il gesto di Muti ha confermato il valore di iniziative artistiche che puntano a valorizzare il patrimonio storico e a rafforzare i legami tra le regioni.



