Un gruppo di rappresentanti politici del Molise ha formalizzato una proposta di legge da presentare in Parlamento per inserire l’educazione all’empatia e alla gestione dei sentimenti tra le materie curriculari sin dalla scuola dell’infanzia. L’iniziativa nasce dalla convinzione che la scuola debba avere un ruolo attivo nella prevenzione della violenza e nel sostegno alle famiglie, soprattutto nei contesti più fragili.
A dichiarare la proposta è stata Alessandra Salvatorecapogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale del Moliseche ha raccolto l’adesione di colleghi e forze politiche locali. Tra i promotori figurano i consiglieri regionali Vittorino FacciollaMicaela FanelliRoberto Gravina e Angelo Primianiinsieme ai responsabili regionali di Partito DemocraticoM5StelleSinistra ItalianaVerdiSocialisti e Italia Viva.
Contesto politico e opposizione al ddl Valditara
La presentazione della proposta arriva in reazione all’approvazione del ddl Valditarache introduce limitazioni ai percorsi di educazione affettiva e, per gli studenti più grandi, sessuale nelle scuole. Salvatore ha espresso delusione per l’esito dell’iter legislativo nazionale e ha sottolineato che «Apprendere della approvazione del Ddl Valditara ci ha lasciati tutti amareggiati». Per i promotori della proposta molisana, delegare completamente alle famiglie la gestione delle grandi sfide educative equivale a ignorare i cambiamenti sociali in corso e a lasciare sole le ragazze, i ragazzi e i genitori quando avrebbero più bisogno di strumenti e sostegno.
Critiche all’approccio del Governo
La critica politica non si limita al testo della legge, ma riguarda l’approccio complessivo del Governo Meloni sui temi della violenza e del disagio minorile. Secondo Salvatore e i suoi alleati, «Siamo di fronte a un ritorno indietro» e una lettura ideologica della realtà impedirebbe di affrontare le cause profonde della violenza giovanile. In questo senso la consigliera ha ricordato che «lo dicono i fatti e le cronache giornaliere»: la repressione post evento non è sufficiente senza investimenti preventivi in educazione emotiva e relazione.
Richieste concrete della proposta e riscontri locali
La proposta di legge regionale punta a introdurre percorsi di educazione all’empatia e alla gestione dei sentimenti già nella scuola dell’infanziaconcepiti come parte integrante del curriculum. I promotori dichiarano di aver «raccolto centinaia di firme di cittadine e cittadini molisani» a sostegno dell’iniziativa, segnale di un sostegno territoriale significativo verso un ruolo più attivo della scuola nella formazione affettiva e relazionale dei giovani.
I sostenitori affermano che la scuola debba essere protagonista nella costruzione di relazioni sane, rispettose e consapevoli: «la scuola debba essere protagonista nella costruzione di relazioni sane, rispettose e consapevoli». La preoccupazione principale è che, senza un’azione educativa pubblica, episodi di violenza — non soltanto a sfondo sessuale — continuino a crescere, configurando una «vera emergenza educativa e sociale» che richiede interventi di prevenzione, formazione e responsabilità condivisa tra istituzioni e famiglie.
Ruolo della scuola nei contesti fragili
Secondo la consigliera Salvatore, il ruolo della scuola è cruciale soprattutto dove le famiglie non riescono a garantire un’educazione libera da violenza. «Quando in una famiglia la violenza viene agita, giustificata o semplicemente tollerata, è indispensabile che intervengano le altre agenzie educative», ha detto, ricordando che la scuola resta il principale presidio pubblico di crescita, inclusione e cittadinanza. Indebolire tale funzione significa rinunciare a uno strumento efficace per contrastare discriminazioni, stereotipi e comportamenti violenti.
La proposta molisana sostiene che negare l’accesso a percorsi di educazione affettiva nei contesti familiari più problematici rischia di lasciare scoperte proprio le persone che più avrebbero bisogno di interventi preventivi e di sostegno per una crescita equilibrata e libera da soprusi e prevaricazioni.
Messaggi conclusivi e impegno politico
La coalizione che promuove la proposta di legge ribadisce l’impegno a sostenere iniziative che rafforzino il ruolo educativo della scuola in collaborazione con le famiglie. Salvatore ha sintetizzato la posizione con parole che ribadiscono la priorità dell’educazione preventiva: «Prevenire la violenza significa investire nell’educazione. È una responsabilità che la politica non può eludere». Per i firmatari la questione non è solo culturale ma istituzionale: servono strumenti legislativi che riconoscano e finanziino percorsi educativi adeguati all’età degli studenti e sensibili alle condizioni dei territori.
La proposta, nata nel Consiglio regionale del Molise e sostenuta da più forze politiche, intende ora presentarsi in Parlamento con l’obiettivo di riaprire il dibattito nazionale sull’importanza dell’educazione affettiva e relazionale come strumento di prevenzione e inclusione sociale.


