20 ottobre 2026 ☀ 16°

Autotrasportatori in piazza: presidi a Venafro e Sesto Campano

Gli autotrasportatori hanno intensificato la protesta contro il caro carburante estendendo i blocchi a Venafro e Sesto Campano, con ripercussioni sulla viabilità e sulle forniture in tutta la regione.

Autotrasportatori in piazza: presidi a Venafro e Sesto Campano

La mobilitazione degli autotrasportatori in Molise ha assunto una nuova dimensione dopo i primi blocchi registrati sulla statale 85 a Roccaravindola. Le prime azioni, avvenute nelle prime ore mattutine, hanno visto una coda di tir e trattori fermarsi lungo l’asse che collega il Molise alla Campania, provocando rallentamenti notevoli per gli automobilisti.

Le forze dell’ordine hanno garantito la continuità del traffico, ma il disagio per pendolari e trasportatori è stato evidente. Gli operatori hanno spiegato che l’interruzione è stata voluta per attirare l’attenzione su un costo del gasolio in costante aumento che sta erodendo i margini di profitto delle imprese di trasporto merci.

Presidi a Venafro e Sesto Campano: l’allargamento del fronte

Dopo il primo giorno di proteste a Roccaravindola, gli organizzatori hanno annunciato la decisione di portare i presidi a Venafro e Sesto Campano. Le due località, situate su importanti snodi della statale 85 sono state scelte per aumentare la visibilità della causa e per evidenziare le difficoltà economiche che colpiscono l’intero comparto del trasporto merci nella regione.

Il blocco a Venafro ha visto l’occupazione di più punti di sosta lungo la strada, mentre a Sesto Campano gli autotrasportatori hanno posizionato cartelli informativi e hanno suonato i clacson in segno di protesta. In entrambe le realtà si è registrato un traffico rallentato, con le autorità locali impegnate a gestire le code e a consentire il libero scorrere dei veicoli di emergenza.

Motivazioni della protesta

Il nucleo della rivolta ruota attorno all’impennata dei prezzi del carburante in particolare del gasolio, che ha superato la soglia della sostenibilità per molte imprese di trasporto. Gli operatori denunciano che i rincari stanno comprimendo i margini di guadagno, mettendo a repentaglio la continuità lavorativa di numerose aziende del settore.

Le richieste avanzate al governo includono l’adozione di misure urgenti per contenere l’impatto del caro energia, come la riduzione delle accise sul diesel e l’implementazione di fondi di sostegno al parco veicolare. Gli autotrasportatori sottolineano che la loro attività è strategica per l’economia nazionale poiché garantisce il flusso di merci verso le isole del Sud e le regioni interne.

Ripercussioni sulla fornitura di carburante e merci in Molise

Gli effetti della protesta si sono già fatti sentire nelle principali città della regione. A Termoli è stato segnalato l’esaurimento del gasolio presso una delle più grandi stazioni di servizio del centro cittadino, con cartelli che indicano “prodotto finito”. Le stesse carenze si riscontrano a Isernia dove le pompe di benzina stanno per terminare le scorte, creando lunghissime code di automobilisti in attesa.

La carenza di carburante sta influenzando la catena di approvvigionamento alimentare: i supermercati stanno iniziando a segnalare scaffali vuoti, soprattutto nei reparti di frutta, verdura e prodotti da forno. Le aziende agricole hanno inoltre riferito difficoltà nella consegna di mangimi per il bestiame, mentre i cantieri edili, rappresentati da Acem-Ance Molise lamentano ritardi nelle forniture di materiali da costruzione a causa dei blocchi dei tir.

Reazioni istituzionali e prospettive future

Il governo ha reagito programmando un incontro con il ministro Salvini nelle prossime ore, al fine di valutare possibili interventi a sostegno del settore. Tra le proposte discusse vi è l’impiego dei 590 milioni di euro già stanziati per il rinnovo del parco veicolare, oltre a ulteriori risorse per il fondo autotrasporto e per il “Marebonus 2026”.

Nel frattempo, gli organizzatori hanno avvertito che, in assenza di risposte concrete, la protesta potrebbe proseguire con ulteriori presidi su altri assi stradali del Sud Italia. Il messaggio è chiaro: la sopravvivenza delle imprese di trasporto dipende da un intervento governativo tempestivo, altrimenti i blocchi rischiano di trasformarsi in una spirale di disagi per tutta la filiera logistica e per i consumatori.

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