L’Azienda sanitaria regionale ha lanciato un avviso mirato a colmare una carenza critica di specialisti in anestesia e rianimazione nei due ospedali principali della regione: quello di Campobasso e quello di Isernia. L’iniziativa prevedeva la selezione di otto incarichi libero-professionali della durata di tre mesi, con l’obiettivo di garantire continuità assistenziale mentre si cercavano soluzioni più strutturali.
Bando per otto incarichi in anestesia e rianimazione
Il documento pubblicato dall’Azienda sanitaria regionale specificava chiaramente i requisiti richiesti: laurea in medicina, specializzazione in anestesia e rianimazione e possibilità di operare in regime libero-professionale. La durata limitata a tre mesi è stata pensata per offrire una risposta rapida alle esigenze operative dei reparti, consentendo al contempo una valutazione più accurata delle future esigenze di personale.
Dieci candidature, anche da parte di medici in pensione
Al bando hanno risposto dieci professionisti, tra cui diversi medici già in pensione che hanno manifestato la volontà di tornare a collaborare su base temporanea. La presenza di candidati pensionati sottolinea l’interesse diffuso della comunità medica nel sostenere gli ospedali locali, soprattutto in un contesto di difficoltà nella reperibilità di specialisti giovani. Tutti i postulanti hanno presentato documentazione conforme, rendendo possibile una scelta trasparente e meritocratica.
Asrem risponde alle richieste dei reparti di Campobasso e Isernia
L’Asrem ha potuto agire rapidamente grazie alle segnalazioni dei responsabili dei reparti degli ospedali di Campobasso e Isernia, che avevano evidenziato una pressante necessità di integrare il personale di anestesia. La carenza di specialisti, infatti, era stata avvertita negli ultimi mesi, comprometendo la programmazione di interventi chirurgici e la gestione dei casi urgenti.
Cause della carenza di personale sanitario
Le ragioni alla base del deficit di medici anestesisti includono il progressivo invecchiamento della forza lavoro, la limitata disponibilità di nuovi specialisti nella zona e la concorrenza di strutture private che attraggono talenti con offerte più redditizie. Questo contesto ha spinto l’Asrem a ricorrere a incarichi libero-professionali, una soluzione temporanea ma efficace per garantire la continuità delle cure.
Con l’assegnazione dei posti, l’Azienda sanitaria regionale intende non solo colmare l’immediata carenza, ma anche valutare l’impatto di questi professionisti temporanei sulla qualità dell’assistenza. I prossimi tre mesi saranno un banco di prova per verificare se questa formula potrà diventare un modello replicabile in altre aree con simili difficoltà di personale.



