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Giorgio Airaudo: «Cirio in uscita, serve un’alternativa credibile per il Piemonte»

Mentre Alberto Cirio sembra pronto a lasciare la guida del Piemonte, Giorgio Airaudo chiede alla sinistra di organizzarsi per offrire un'alternativa credibile.

Giorgio Airaudo: «Cirio in uscita, serve un’alternativa credibile per il Piemonte»

Mentre il governatore Alberto Cirio sembra preparare il suo trasferimento a Roma, il segretario regionale della Cgil Giorgio Airaudo lancia un appello alla sinistra piemontese: è tempo di svegliarsi e unire le forze. In un’intervista, Airaudo sottolinea come Cirio abbia esaurito la sua spinta politica, concentrandosi solo su alcuni annunci senza affrontare le vere emergenze del territorio, come sanità e industria.

La necessità di un’alternativa concreta

Airaudo critica l’immobilismo del centrosinistra, che secondo lui dovrebbe già essere in campo per preparare un’alternativa credibile. «I piemontesi hanno bisogno di vedere che c’è un’alternativa», afferma, sottolineando che non si vince la Regione solo con Torino. È necessario lavorare su tutto il territorio, coinvolgendo province come Alessandria e Cuneo, dove emergono problemi concreti come la casa, i trasporti e il caporalato.

Il ruolo del candidato

Per Airaudo, un candidato è fondamentale per dare visibilità e concretezza al progetto. Tuttavia, ciò che serve davvero è la volontà di unirsi, come ha sottolineato Elly Schlein. «Ai piemontesi, tradizionalmente bogia nen, dovrebbe venire facile», dice, riferendosi alla storica diffidenza verso le divisioni interne.

Le scelte di Cirio e la reazione della sinistra

Cirio ha già indicato il rettore del Politecnico Stefano Corgnati come suo successore, ma a sinistra sembra mancare una strategia chiara. Airaudo critica l’attenzione eccessiva verso le candidature al Parlamento, a discapito della costruzione di un’alternativa per la Regione. «Ho la sensazione che ci sia più interesse per le candidature al Parlamento che a costruire un’alternativa per la Regione», afferma.

Il profilo del candidato ideale

Secondo Airaudo, il profilo del candidato ideale non è facile da definire, ma è chiaro che serve qualcuno in grado di contrastare la destra, che considera pericolosa con le sue parole d’ordine. «Vorrei vedere Giorgia Meloni a Mirafiori per convincere John Elkann ad aprire a un produttore cinese, perché a noi serve qui e ora», dice, sottolineando la necessità di risposte concrete per il Piemonte.

Le condizioni per un cambiamento

Airaudo è convinto che ci siano le condizioni per costruire un’alternativa, grazie ai risultati degli ultimi referendum che dimostrano un terreno fertile per nuove alleanze. «È un lavoro che va fatto a partire da subito, se si vuole costruire un progetto che arresti il declino del Piemonte», conclude, invitando il centrosinistra a non perdere tempo e a prepararsi per la sfida che si avvicina.

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