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Il caso Rocchia: rinuncia, delibera 944 e le critiche del M5S all’Asrem

La decisione del dottor Nicola Rocchia di non assumere la direzione sanitaria dell'Asrem chiude la vicenda sul piano amministrativo ma apre un fronte di interrogativi su procedure, responsabilità e ruoli istituzionali, sollevati dal consigliere regionale M5S Roberto Gravina.

Il caso Rocchia: rinuncia, delibera 944 e le critiche del M5S all’Asrem

La rinuncia formale del dottor Nicola Rocchia all’incarico di direttore sanitario dell’ASReM mette fine, almeno sul piano amministrativo, a una vicenda che in pochi giorni ha scatenato accuse e richieste di chiarimento. Il caso ruota attorno alla deliberazione n. 944 del 29 maggio 2026 e alle modalità con cui è stata gestita la nomina, scelta che ha spinto il M5S e il consigliere regionale Roberto Gravina a chiedere conto delle procedure adottate.

La dinamica della rinuncia e le motivazioni ufficiali

L’Asrem ha ricevuto la comunicazione con cui Rocchia rinuncia all’incarico, che sarebbe dovuto entrare in vigore il 4 giugno. Nella nota pubblicata dall’azienda il medico spiega di aver ponderato la decisione, ringraziando per la fiducia ma evidenziando come non sussistessero le condizioni necessarie per assumere il ruolo. L’azienda ha assicurato il rispetto della scelta e la continuità delle attività, sottolineando la necessità di evitare contraccolpi organizzativi.

La posizione pubblica del dottor Rocchia

Nella dichiarazione ufficiale Rocchia ha ringraziato colleghi e sostenitori, spiegando di avere valutato con attenzione l’impegno richiesto dalla carica. Ha affermato la volontà di proseguire il proprio lavoro clinico con impegno e ha ringraziato la dirigenza per la fiducia mostrata, pur ritenendo opportuno rinunciare per assenza di condizioni idonee.

Le critiche del M5S e i punti di attrito amministrativo

Il fulcro delle contestazioni mosse dal M5S riguarda le verifiche amministrative previste dalla stessa delibera n. 944. Secondo Gravina la delibera chiarisce che la verifica su eventuali cause di inconferibilità o incompatibilità sarebbe dovuta avvenire al momento della sottoscrizione del contratto, ma che il contratto pareva già essere stato pubblicizzato tramite nota stampa e foto istituzionali. Da qui l’accusa che le verifiche non siano state eseguite prima della pubblicazione della nomina.

Distinzione tra idoneità e conferibilità

Un punto chiave sottolineato dal consigliere è la differenza tra essere idoneo e essere conferibile. Gravina ha difeso la professionalità di Rocchia, sostenendo che il medico risulti idoneo ma che l’incarico potesse essere soggetto a fattori che ne impediscono la conferibilità. Secondo il M5S, questa distinzione avrebbe dovuto essere gestita dalla direzione amministrativa prima della formalizzazione dell’incarico.

Confronto con la nomina precedente e riferimenti normativi

Gravina ha inoltre chiarito i contrasti con la nomina del predecessore, il dottor Giovanni Giorgetta, spiegando che la situazione non è paragonabile. Si è fatto riferimento alla delibera ANAC n. 12 del 28 ottobre 2015, che contempla la sospensione del regime di inconferibilità per incarichi ricoperti ad interim e per periodi limitati: condizione che, a suo dire, giustificava la posizione di Giorgetta ma non l’iter seguito per Rocchia.

Implicazioni per la governance aziendale

La critica del M5S si estende ai vertici di ASReM e alla Direzione Generale. Gravina ha sollevato dubbi sulla responsabilità del direttore generale Giovanni Di Santo e sull’eventuale coinvolgimento del presidente della Regione, sostenendo che una nomina di tale rilievo non possa essere frutto di una decisione autonoma del solo direttore generale. In termini politici, ha suggerito che l’episodio potrebbe influire sulla valutazione del rinnovo dell’incarico dirigenziale.

Prossimi passi: interpellanza e richieste di chiarimento

Per ottenere risposte concrete, il gruppo M5S ha depositato un’interpellanza in Consiglio regionale. La richiesta formale mira a far luce su chi ha predisposto la delibera e sulle procedure seguite per le verifiche amministrative. Gravina ha definito la nota diffusa dall’azienda una non-risposta perché, a suo avviso, si limita a spiegazioni di natura personale senza entrare nel merito giuridico della questione.

Cosa chiedono i consiglieri

Il gruppo d’opposizione pretende che ASReM esponga chiaramente la timeline delle verifiche, i documenti prodotti e i responsabili dell’istruttoria. Inoltre si reclama un’ammissione di responsabilità pubblica e, idealmente, le scuse rivolte sia a Rocchia che ai cittadini molisani per quella che è stata definita una gestione approssimativa della procedura.

La vicenda rimane aperta sul piano politico e amministrativo: la rinuncia di Rocchia ha risolto il nodo immediato ma non ha dissolto i quesiti sulle procedure di nomina e sulle responsabilità degli organi coinvolti. L’interpellanza in Consiglio regionale sarà l’occasione per cercare risposte puntuali e stabilire eventuali conseguenze istituzionali.

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