Negli ultimi giorni, la Squadra Mobile ha concentrato le proprie attività su una serie di interrogazioni che hanno messo al centro della scena Pietracatella. La regione è nuovamente sotto i riflettori a causa delle morti di Sara Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, imputate a un avvelenamento da ricina che finora non ha trovato un responsabile.
La ricina, una tossina altamente letale, è stata individuata nei campioni prelevati dall’abitazione di via Risorgimento, ma le indagini scientifiche sono ancora in corso. Nel frattempo, gli inquirenti hanno richiamato più volte testimoni chiave per chiarire i movimenti, i rapporti e le comunicazioni nelle settimane precedenti i fatti.
Testimonianze chiave: Laura Di Vita, Loredana e Monia
Il punto focale dell’attuale fase investigativa è Laura Di Vita cugina di Gianni Di Vita, padre e marito delle vittime. Ieri, verso le 15:35, è rientrata in questura a bordo di una Lancia Ypsilon guidata dallo zio. L’arrivo è stato sormontato da una forte presenza di cronisti; tuttavia, Laura non ha rilasciato dichiarazioni e ha lasciato la sede prima delle 18:30.
Loredana, figura di supporto
Il giorno successivo, la moglie di un cugino di Gianni, Loredana, è stata ascoltata per la seconda volta. Il suo racconto, avvenuto dopo la testimonianza di Laura, non è risultato ancora decisivo, ma gli inquirenti hanno ritenuto necessario approfondire i dettagli emersi.
Monia, l’insegnante amica di Gianni
Un’interrogazione insolita si è svolta domenica mattina: Monia, professoressa di matematica e amica di lunga data di Gianni, è stata chiamata alle 8:00 e ha parlato con gli agenti fino a mezzogiorno. È la stessa persona che aveva già fornito deposizioni durante il periodo di Ferragosto e nuovamente il 20, in occasione di un confronto con Gianni Di Vita.
Riunione di vertice a Larino e le prossime audizioni
Lunedì pomeriggio, lontano dai riflettori, si è tenuto un summit a Larino tra la procuratrice Elvira Antonelli il questore Domenico Farinacci e il capo della Squadra Mobile Marco Graziano. L’incontro, avvenuto nella sede della questura di Campobasso, ha rappresentato un momento di coordinamento strategico, con l’obiettivo di accelerare le indagini e di definire le prossime linee d’azione.
Nel frattempo, la lista delle audizioni prevista per le ore successive comprende nove ulteriori convocazioni. È probabile che venga chiamato anche il marito di Monia, finora menzionato soltanto come possibile testimone. Gli inquirenti stanno ricostruendo le reti di comunicazione—email, messaggi telefonici e scambi di denaro—tra i soggetti più vicini alle vittime.
Indagini scientifiche: il protocollo del Robert Koch Institut
Parallelamente alle attività investigative sul campo, è in corso la collaborazione con il Robert Koch Institut di Berlino. Gli esperti tedeschi devono ancora fornire i risultati delle analisi su 70 alimenti datati 28 dicembre e 7 gennaio, nonché su 131 reperti sequestrati il 30 luglio nell’appartamento di via Risorgimento.
Queste verifiche potrebbero rivelare tracce di ricina o altri contaminanti, contribuendo a chiarire i meccanismi dell’avvelenamento. L’attesa delle conclusioni scientifiche pesa sul dolore delle famiglie, che continuano a chiedersi chi abbia voluto la morte di Sara e Antonella e, soprattutto, perché.
Con le testimonianze che si concentrano in pochi giorni e le analisi forensi che si avvicinano a una conclusione, l’inchiesta sembra aver raggiunto una nuova accelerazione. Gli investigatori, infatti, stanno stringendo il cerchio intorno ai soggetti più vicini al caso, mentre la popolazione resta in ansia, sperando che la verità emerga presto.



