Roma è stata teatro di una vivace protesta contro il disegno di legge sull’antisemitismo, con centinaia di persone riunite davanti a Montecitorio. La manifestazione, organizzata da 250 sigle, ha visto lo sventolio di bandiere della Palestina e cartelli con messaggi contro il testo in discussione.
Il ddl, che mira a rafforzare gli strumenti di contrasto all’odio antiebraico, ha suscitato forti tensioni politiche e sociali. La discussione in commissione Affari costituzionali alla Camera è stata interrotta senza votazioni, con la sottosegretaria Giuseppina Castiello costretta a lasciare per impegni istituzionali. Il voto è stato rinviato alla prossima settimana, con l’obiettivo di completare l’esame in tempo per l’approdo in Aula il 2 ottobre.
Le tensioni politiche e le critiche al ddl
Le opposizioni hanno espresso preoccupazione per i tempi stretti e l’agenda politica della destra. Filiberto Zaratti, capogruppo di Avs in commissione, ha criticato il rinvio del voto, sottolineando che il testo non piace alle opposizioni. Il ddl aveva ottenuto il primo via libera dal Senato a marzo, ma le opposizioni si erano spaccate, con M5s e Avs che avevano votato no e il Pd che si era astenuto.
Il punto più contestato riguarda l’adozione della definizione operativa di antisemitismo stilata dall’International Holocaust Remembrance Alliance (Ihra). Alcune opposizioni temono che questa definizione possa limitare la critica politica alle azioni del governo israeliano. Emendamenti presentati da Pd, M5s e Avs propongono di escludere dalla definizione di antisemitismo l’espressione della libera critica alle azioni politiche del governo dello stato di Israele.
Le proteste e le reazioni
Fuori dai Palazzi, la protesta ha visto la partecipazione di centinaia di persone, con slogan come “Criticare Israele non è antisemitismo” e “Stop al genocidio”. Tra i partecipanti, realtà pro-Palestina, studenti, organizzazioni per i diritti umani, sindacati e partiti di sinistra. La presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Livia Ottolenghi, ha sottolineato che “nessun bavaglio, nessuna censura, nessuna repressione” è accettabile.
Il capogruppo di FdI, Galeazzo Bignami, ha chiesto ai leader di Pd e M5s, Elly Schlein e Giuseppe Conte, di prendere le distanze dalla manifestazione. Il console onorario di Israele per Toscana, Emilia e Lombardia, Marco Carrai, ha annunciato l’intenzione di denunciare chi sbandierava simboli di Hamas ed Hezbollah per apologia del terrorismo.
Il dibattito interno al Pd
All’interno del Pd, non c’è una posizione univoca sul ddl. L’ala più critica, guidata da Laura Boldrini, spinge per il no, mentre la segreteria è orientata all’astensione. I riformisti, invece, sono ancora per il sì. Piero Fassino, promotore di Sinistra per Israele, ha sottolineato che “l’antisemitismo non è una bandiera di parte” e che il ddl non contiene norme liberticide né sanzioni penali.
La manifestazione ha visto anche la partecipazione di esponenti delle opposizioni, tra cui la deputata dem Laura Boldrini e i pentastellati Riccardo Ricciardi, Stefania Ascari e Alessandra Maiorino. I movimenti hanno annunciato che saranno nuovamente presenti il 2 ottobre per la seconda lettura del ddl, ribadendo che “non ci faremo mettere il bavaglio né censurare”.



