Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha espresso pubblica fiducia nelle capacità investigative della Squadra Mobile di Campobasso e della magistratura molisana, durante una cerimonia di giuramento degli allievi agenti della Polizia di Stato. L’evento, tenutosi presso la Scuola “Giulio Rivera” di Campobasso, ha visto la partecipazione di 196 nuovi agenti del 233° corso.
L’occasione ha permesso al ministro di commentare anche il delicato caso del duplice omicidio di Pietracatella, dove due donne, Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara Di Vita, sono decedute tra il 27 e il 28 dicembre scorso a causa di un avvelenamento da ricina presso l’ospedale Cardarelli di Campobasso.
Un riconoscimento alla professionalità molisana
Piantedosi ha sottolineato come la Squadra Mobile di Campobasso, guidata da Marco Graziano, sia “professionalmente molto attrezzata” e come la regione Molise disponga di “una magistratura molto competente”. Ha inoltre evidenziato che gli inquirenti hanno già individuato “elementi investigativi non semplici da trovare”, esprimendo la convinzione che “tutto verrà disvelato al più presto”.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Larino, diretta da Elvira Antonelli, sono state caratterizzate da centinaia di audizioni e accertamenti tecnico-scientifici, svolti in stretta collaborazione con la Squadra Mobile della Questura di Campobasso. La complessità del caso è accentuata dalla rarità della ricina nei casi di cronaca giudiziaria italiana, richiedendo competenze altamente specialistiche.
Collaborazione internazionale per l’analisi scientifica
Per affrontare le sfide tecniche del caso, la Procura di Larino ha richiesto il supporto del Robert Koch Institut di Berlino, uno dei centri più autorevoli in Europa nel campo della tossicologia e della biosicurezza. Gli esperti tedeschi hanno partecipato a un lungo sopralluogo nell’abitazione di via Risorgimento a Pietracatella, insieme agli investigatori della Squadra Mobile e alla polizia scientifica.
Il sopralluogo, svolto il 30 luglio, ha visto gli specialisti effettuare campionamenti ambientali e verifiche tecniche per oltre quattordici ore. I campioni raccolti sono stati trasferiti in Germania per analisi di laboratorio, con l’obiettivo di fornire ulteriori riscontri investigativi. Nonostante siano trascorsi oltre sette mesi dalla tragedia, non risultano ancora persone formalmente indagate, ma le indagini proseguono senza sosta.
Un caso che scuote la comunità
Il duplice omicidio di Pietracatella ha profondamente scosso non solo la comunità locale, ma anche l’intera regione Molise. La vicenda ha messo in luce la capacità delle forze dell’ordine e della magistratura molisana di affrontare casi complessi e delicati, richiedendo un elevato livello di specializzazione scientifica e una costante collaborazione internazionale.
Le dichiarazioni di Piantedosi arrivano come un autorevole riconoscimento al lavoro svolto dalla Squadra Mobile di Campobasso, che, pur operando in una realtà territoriale di dimensioni contenute, sta gestendo una delle indagini più complesse degli ultimi anni. L’auspicio condiviso dall’intera comunità molisana è che il lungo e meticoloso lavoro degli investigatori possa presto fare piena luce su questa tragica vicenda.



