3 Ottobre 2026 ☀ 12°

Molise, attività stagnante e spinta pubblica: il ruolo del Pnrr nel rapporto della Banca d’Italia

Il rapporto della Banca d’Italia fotografa un Molise con attività economica sostanzialmente stazionaria nel 2026, segnali di debolezza in diversi settori e un impulso degli investimenti pubblici finanziati dal Pnrr.

Molise, attività stagnante e spinta pubblica: il ruolo del Pnrr nel rapporto della Banca d’Italia

Il quadro economico del Molise, delineato nel rapporto della Banca d’Italia presentato ieri mattina a Campobasso e approfondito nel corso del pomeriggio all’Università del Molise, mostra una regione che ha chiuso il 2026 in termini complessivi sostanzialmente stazionaria. L’analisi mette in evidenza una contrazione lieve dell’attività e una serie di fattori esterni e interni che hanno inciso su consumi, produzione e mercato del lavoro.

Andamento economico del 2026 e primi mesi del 2026

Nel dettaglio, l’output regionale si è ridotto dello 0,1% l’anno scorso, contro una crescita stimata dello 0,7 per il Mezzogiorno e dello 0,5 indicato dall’Istat per l’Italia. Questi numeri riflettono un contesto in cui la domanda interna è stata frenata dal contenimento dei consumi e dalla stagnazione degli investimenti produttivi, condizionati dall’alto grado di incertezza legato a tensioni geopolitiche e commerciali.

Nei primi mesi del 2026 la regione ha continuato a risentire del peggioramento della congiuntura nazionale e internazionale. Sono aumentati i rischi sull’approvvigionamento di materie prime essenziali come gas naturale e petrolio, in relazione al conflitto che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran. A questi elementi si è sommato l’effetto delle piogge intense e dei fenomeni franosi di inizio aprileche in alcune aree hanno determinato sospensioni temporanee dell’attività produttiva e interruzioni delle reti viarie.

Settori produttivi, mercato del lavoro e dinamiche sociali

La produzione regionale è stata penalizzata soprattutto dalla debolezza dell’industria, con particolare riferimento al comparto automotiveche riveste un peso significativo per l’economia molisana. In controtendenza si è invece mosso il settore dell’edilizia: come evidenziato da Marco Manilecoordinatore del gruppo di redattori della Banca d’Italia, le ore lavorate nell’edilizia sono continuate a crescere grazie all’avanzamento di opere pubbliche.

Servizi, turismo e consumo delle famiglie

I servizi privati, che dopo la pandemia avevano contribuito in misura importante alla crescita regionale, hanno mostrato segnali negativi. Il commercio ha risentito della limitata espansione dei consumi, mentre il turismo ha registrato una riduzione degli arrivi e delle presenze nelle strutture ricettive, in particolare durante la scorsa estate. Il potere d’acquisto delle famiglie è aumentato solo marginalmente, complice la ripresa dell’inflazione, per cui la spesa per consumi si è incrementata di poco.

Occupazione, retribuzioni e ammortizzatori sociali

Il mercato del lavoro ha manifestato gli effetti del contesto: la crescita dell’occupazione si è interrotta, segnando un -0,4%mentre sia nel Mezzogiorno sia in Italia si è osservata una dinamica meno negativa ma comunque debole. Le retribuzioni sono aumentate solo in termini nominali, perché il valore reale del lavoro fra il 2008 e il 2026 è calato più marcatamente rispetto alla media nazionale. Parallelamente, le ore autorizzate di cassa integrazione guadagni sono salite, in particolare nel settore auto.

Credito, investimenti pubblici e digitalizzazione comunale

Il credito bancario al settore privato non finanziario si è stabilizzato: il calo dei prestiti alle imprese si è attenuato mentre si è osservata una ripresa dei prestiti alle famiglie. Per le imprese la flessione ha riguardato sia le grandi aziende sia le piccole, con un impatto più marcato nella manifattura. Sul fronte dei finanziamenti al consumo, l’espansione è stata trainata dai prestiti personali e da un aumento sensibile delle nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di case. Come nel resto del Paese, il numero degli sportelli bancari nella regione ha continuato a diminuire, mentre è aumentato l’uso di strumenti digitali per i rapporti con la clientela.

Tra i segnali positivi sottolineati dal neo direttore della filiale di Campobasso della Banca d’Italia, Giacinto Micuccifigura l’impatto degli investimenti pubblici sostenuti dal Pnrr. Alla data del 15 aprile 2026 risultavano assegnati al Molise 1,4 miliardi a valere sul Piano, pari a 4.807 euro pro capitequasi il doppio della media nazionale; queste risorse hanno contribuito in misura rilevante anche all’innalzamento del grado di digitalizzazione dei servizi comunali.

Osservazioni finali sui trend

Nel complesso, il rapporto descrive una regione in equilibrio precario: elementi strutturali di fragilità convivono con interventi pubblici significativi che stanno rimodellando alcune componenti dell’economia locale. La situazione resta soggetta all’evoluzione della congiuntura internazionale e alle ricadute degli eventi locali monitorati nei primi mesi del 2026.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Campobasso adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
NO₂ 23 µg/m³
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 3 Ottobre