Nel pomeriggio di ieri sera la trasmissione Presa Diretta è stata trasmessa in prima serata su Rai 3 portando il dibattito sulla sanità del Molise davanti a tutto il Paese. Il servizio, definito un’inchiesta giornalistica indipendente costruita sul campo evidenzia un calo del pubblico sanitario, l’espansione di un privato convenzionato e una serie di partite per decine di milioni di euro ancora in sospeso.
Il consigliere regionale Angelo Primiani, esponente del Movimento 5 Stelle ha pubblicato una nota in cui rimarca che nessun controllo è stato effettuato dal Nucleo Operativo (Noc) sulle prestazioni erogate dai privati accreditati nella Gestione Sanitaria Accreditata (Gsa). Secondo Primiani, la mancanza di verifiche è sistemica e da anni rende i cittadini spettatori di una gestione poco trasparente.
Mancanza di controlli del NOC sulle prestazioni dei privati in GSA
Primiani sottolinea che, nonostante le ingenti somme in gioco, il Noc non ha mai effettuato controlli periodici sulle fatturazioni dei soggetti privati convenzionati. “Le prestazioni erogate dai privati accreditati in Gsa restano senza verifica”, afferma il consigliere, chiedendo una risposta chiara e priva di giri di parole alle autorità regionali. Il risultato, secondo lui, è la proliferazione di partite aperte che gravano sulle casse regionali senza alcuna rendicontazione verificabile.
Mobilità attiva dei privati: nessun beneficio per le casse molisane
Il tavolo tecnico organismo consultivo su cui Primiani fa riferimento, ha evidenziato che la cosiddetta “mobilità attiva” dei privati accreditati, che costituisce la quota dominante dell’offerta sanitaria regionale, non genera alcun risparmio per il bilancio del Molise. Questo dato, a se stesso, contraddice le dichiarazioni di chi difende la mobilità come risorsa strategica. “La mobilità attiva non produce beneficio per le casse” è la frase chiave con cui il consigliere richiama l’attenzione dei cittadini, invitandoli a non accettare la narrazione di un “effetto positivo” infondato.
Doppio binario del tavolo tecnico e richieste di revisione nazionale
Primiani denuncia una doppia misura del tavolo tecnico: da un lato, lo stesso organismo chiede tagli al pubblico e scarica la responsabilità sui ministeri dall’altro, ignora o minimizza le osservazioni sulla gestione contabile dei privati. “Il tavolo tecnico deve valere sempre o non valere mai”, ribadisce il consigliere, sottolineando l’incoerenza che penalizza il Sistema sanitario regionale.
Le accuse di Di Pardo e la risposta di Primiani
Il consigliere Alessandro Di Pardo ha accusato Primiani di diffondere disinformazione. In risposta, Primiani ha respinto le accuse, sostenendo di non utilizzare scorciatoie politiche e di parlare di fatti concreti. “Parole come ‘malafede’ e ‘raccattare voti’ dicono più chi le pronuncia che chi le riceve”, ha dichiarato. Ha inoltre rimandato Di Pardo a spiegare perché il NOC non effettua controlli, invitandolo a fornire chiarimenti senza giri di parole.
Infine, Primiani richiama la necessità di una revisione strutturale del sistema di compensazioni a livello nazionale. Non si tratta di un attacco al privato accreditato, ma di una critica al modello di governance, ancora dominato dal centrodestra sia a Roma che in Molise. Il consigliere si chiede perché proposte come la cassa centrale, il fondo nazionale o la contabilità separata non siano state ancora messe in pratica, pur avendo chiari strumenti e numeri a disposizione. Conclude affidando un dubbio ai cittadini: la narrazione di un’opposizione “brutta e cattiva” potrebbe nascondere una mancanza di volontà politica, lasciando il Molise in una situazione di “commissariato” perpetuo. Il suo impegno resta quello di lavorare per cambiare questo assetto.



