Giovedì 8 ottobre la dottoressa Silvana Maria Gianfelice, vedova Laurienzo, si è spenta a Treviso all’età di novanta anni. Nata a Campobasso il 20 agosto 1936, ha dedicato gran parte della sua esistenza alla medicina, specializzandosi in ginecologia e operando per decenni nella regione molisana.
Il lutto è stato condiviso da una numerosa cerchia di parenti: i figli Mariarosaria e Antonio, i rispettivi coniugi Fabio e Valeria, e i nipoti Sara, Leonardo, Dorotea, Ginevra, Pietro, Gabriele, Beniamino, Benedetta, Federico. La testimonianza dei figli sottolinea una figura caratterizzata da sobrietà, integrità morale, umanità e umiltà radicata in una profonda fede che ha illuminato il loro cammino.
Ultimi giorni e celebrazioni funebri
Il corpo di Silvana è stato trasportato a Padernello di Paese (TV), dove risiedeva con i figli. Il rito funebre si è svolto mercoledì 14 ottobre alle ore 15:30 nella Chiesa Parrocchiale del paese, seguito dalla sepoltura nel cimitero adiacente. Successivamente, la stessa giornata ha visto una seconda celebrazione: alle ore 18:00, nella cappellina inferiore della Parrocchia di San Giuseppe Artigiano a Campobasso, amici e conoscitori hanno partecipato a una Santa Messa in suo suffragio.
Il percorso professionale e l’attività pastorale
Durante la sua carriera, la dottoressa Gianfelice è stata una presenza costante nei reparti di ostetricia e ginecologia della provincia di Campobasso, dove ha assistito numerose generazioni di donne. Parallelamente, il suo impegno si è esteso al Consultorio Diocesano “La Famiglia” nato dalla collaborazione con la Parrocchia di San Leonardo e Don Giovanni Battista. In quegli anni, il dibattito sulla sessualità e la contraccezione era acceso, alimentato dalle encicliche Humanae Vitae (25 luglio 1968) ed Evangelium Vitae (25 marzo 1995) di San Giovanni Paolo II.
Formazione pre-matrimoniale e metodi naturali
Silvana ha partecipato a innumerevoli corsi di formazione pre-matrimoni, promuovendo i metodi naturali di regolazione delle nascite in coerenza con l’insegnamento della Chiesa. La sua attività didattica ha coinvolto coppie giovani, offrendo loro strumenti per una vita coniugale fondata sul rispetto della vita e sulla responsabilità condivisa. Secondo i partecipanti, la sua capacità di coniugare competenza medica e valori religiosi ha rappresentato un modello di coerenza tra fede e pratica professionale.
Eredità e ricordo nella comunità
Le parole di chi l’ha conosciuta evidenziano una donna che, oltre alla professione, ha vissuto una vita di servizio verso la famiglia e la collettività. La sua eredità si manifesta nei numerosi professionisti che hanno seguito i suoi insegnamenti e nelle famiglie che hanno beneficiato della sua attenzione. La comunità di Campobasso e il territorio di Treviso continuano a onorare la sua memoria, ricordando non solo le competenze cliniche, ma anche la umanità e la discrezione che hanno contraddistinto il suo operato.



