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Testimonianza di Gianni Di Vita: le cozze di Natale e le indagini

Un semplice pranzo natalizio si trasforma in indagine: la testimonianza di Gianni Di Vita sui piatti di cozze e le tragiche conseguenze per la sua famiglia.

Testimonianza di Gianni Di Vita: le cozze di Natale e le indagini

Il 22 dicembre, pochi giorni prima di Natale, una famiglia si è ritrovata a tavola in una trattoria del capoluogo della Molise. Gianni Di Vita, insieme alla moglie Antonella e alla figlia Sara, ha consumato un pasto abbondante, ma al termine è rimasto sul tavolo un piatto di cozze appena cotte. La figlia, nota per la sua golosità per i frutti di mare ha suscitato l’intervento della madre, che ha chiesto un contenitore per portarle a casa. Quell’episodio apparentemente banale è diventato, pochi giorni dopo, oggetto di un’investigazione delle forze dell’ordine, a seguito dei tragici eventi che hanno colpito la stessa famiglia.

La dichiarazione di Gianni Di Vita sul pranzo di Natale

Durante l’interrogatorio, Gianni Di Vita ha precisato che, il 22 dicembre, la sua famiglia aveva scelto una trattoria del capoluogo molisano per celebrare il pranzo natalizio. Secondo le sue parole, tutti hanno mangiato molto e il servizio è stato soddisfacente, ma al termine della consumazione è rimasto un piatto di cozze cucinate. Il dettaglio che ha attirato l’attenzione degli investigatori è stato il gesto della moglie, Antonella, che ha chiesto specificamente un contenitore per trasportare quelle cozze a casa.

Il contenitore richiesto per la figlia Sara

Gianni ha spiegato che la motivazione principale di Antonella era il desiderio di soddisfare la piccola Sara, per la quale le cozze rappresentavano un vero e proprio piacere. “Mia moglie ha chiesto un contenitore per portarle a casa, soprattutto per Sara, che ne era golosa”, ha dichiarato, sottolineando che la richiesta era nata dal volere di condividere quel momento gustativo anche dopo aver lasciato il ristorante.

Le indagini e le conseguenze fatali

Alcuni giorni dopo il pranzo, la famiglia ha dovuto affrontare gravi malori che hanno avuto esito fatale: sia la figlia Sara sia la moglie Antonella sono decedute. Le autorità, consapevoli della tragedia, hanno avviato un’indagine per ricostruire le circostanze che hanno preceduto gli eventi. Il ritratto di un pranzo apparentemente normale è stato ricostruito nei verbali di polizia, i quali hanno collegato le testimonianze di Gianni alle analisi mediche e ai risultati preliminari.

Le forze dell’ordine hanno interrogato il padre per chiarire ogni possibile legame tra il consumo delle cozze e i successivi decessi. Alcuni elementi, come la richiesta del contenitore per la figlia, sono stati esaminati per verificare eventuali contaminazioni alimentari o altre cause. Al momento, le indagini continuano, mentre la comunità locale segue con apprensione gli sviluppi di un caso che ha trasformato una semplice festa natalizia in una tragica vicenda giudiziaria.

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