2 Ottobre 2026 🌫 12°

Riforma del 118 e Molise: perché gli standard nazionali possono diventare un problema

Il presidente Nicola Felice e il Comitato San Timoteo segnalano che l'applicazione dei nuovi standard per il 118, come quelli indicati nei testi di riforma, potrebbe tradursi in svantaggi concreti per il Molise a causa della sua geografia, della densità demografica e della situazione degli ospedali come il San Timoteo di Termoli.

Riforma del 118 e Molise: perché gli standard nazionali possono diventare un problema

Negli ultimi giorni il Comitato San Timoteorappresentato dal presidente Nicola Feliceha rilanciato una serie di preoccupazioni sul futuro dell’organizzazione del servizio di emergenza-urgenza in Molise. Al centro del dibattito c’è la proposta di legge depositata alla Camera che introduce standard nazionali per il 118sostenuta tra gli altri dal Sottosegretario Francesco Paolo Sisto e da Mario Balzanelli, presidente della Società Italiana Sistema 118 (SIS). Il Comitato teme che l’applicazione automatica di quei parametri trasformi regole pensate per contesti diversi in un fattore di svantaggio per la regione.

La posizione del Comitato è netta ma non pregiudiziale: “Non si tratta di una polemica pregiudiziale.” L’allarme nasce dall’esperienza maturata con l’applicazione del DM 70/2015che secondo il Comitato ha già prodotto effetti critici sulla rete ospedaliera molisana. Per questo motivo la discussione sulla riforma del 118 viene giudicata come un tema che va affrontato tenendo conto delle caratteristiche territoriali e organizzative della regione.

Perché gli standard nazionali possono risultare inapplicabili in Molise

Il Comitato richiama dati concreti: il Molise conta 136 comuni, circa 292.000 residenti e una densità di circa 67 abitanti per chilometro quadrato. Queste cifre, unite a problemi di viabilità e dissesto idrogeologico, comportano tempi di percorrenza più lunghi e costi organizzativi maggiori rispetto a regioni più urbanizzate. Per questo motivo parametri come postazioni del 118 ogni 60.000 abitanti o tempi di intervento fissati in 8 minuti in area urbana e 20 minuti in area extraurbana rischiano di essere irrealistici su vaste aree del territorio.

Il ruolo del fattore tempo nella risposta sanitaria

Secondo il Comitato, nel servizio 118 il fattore tempo è decisivo: “Nel 118 il fattore tempo è decisivo”. Da qui la preoccupazione che scelte tecniche o standard non calibrati possano tradursi in una minore sicurezza per i cittadini“Ogni scelta sbagliata si traduce in minore sicurezza per i cittadini”. Se gli obiettivi restano alti sulla carta ma mancano strumenti e risorse per raggiungerli, gli operatori e la popolazione subiscono le conseguenze.

Connessione tra rete territoriale e ospedaliera: il caso del San Timoteo

Il Comitato lega la discussione sul 118 al Programma Operativo 2026-2028 adottato dalla struttura commissarialericordando i precedenti del DM 70/2015 e le sue ripercussioni. Richiami concreti riguardano l’ipotesi di disattivazione del laboratorio di emodinamica nell’Ospedale San Timoteo di Termoli. Per il Comitato questa modifica indebolirebbe un presidio strategico e avrebbe impatti diretti sulla capacità della rete dell’emergenza-urgenza di gestire patologie tempo-dipendenti.

Il ragionamento del Comitato è lineare: “Un sistema 118 efficiente non dipende soltanto dal numero delle ambulanze”. Serve la presenza, entro tempi ragionevoli, di strutture ospedaliere in grado di ricevere e trattare i casi critici. Se si rafforza il soccorso territoriale ma si riducono i punti di cura decisivi, si crea un sistema incongruente che non tutela adeguatamente i cittadini.

Azioni già avviate dal Comitato San Timoteo

Per difendere i servizi essenziali il Comitato ha formalizzato osservazioni alla struttura commissariale sul Programma Operativo 2026-2028 e ha incaricato avvocati per la tutela legale del territorio, a partire dalla richiesta di mantenimento dell’emodinamica. Il presidente Nicola Felice sottolinea che non si tratta di un interesse localistico: “Si tratta di una battaglia che non riguarda un singolo reparto o un interesse localistico” e riguarda invece il diritto dei cittadini del basso Molise e dell’intera regione.

Tra le richieste avanzate dal Comitato vi è anche l’attesa di un intervento legislativo dedicato, il cosiddetto Decreto Molisevolto a introdurre deroghe operative rispetto alle rigidità del DM 70/2015. Il Comitato ricorda che tale provvedimento è stato sollecitato pubblicamente e sostenuto in vari confronti politici, ma non è ancora arrivato: “Ci troviamo di nuovo a richiamare l’attenzione delle istituzioni”.

Sul piano operativo, il documento del Comitato indica la necessità di una mappatura reale dei tempi di percorrenza comune per comune, un incremento delle postazioni e dei mezzi medicalizzati e un piano straordinario per il reclutamento e la stabilizzazione del personale dell’emergenza-urgenza, con particolare attenzione a medici, infermieri e autisti-soccorritori. Il messaggio è chiaro: gli standard vanno discussi e adattati alla realtà locale, non imposti in modo automatico.

Infine, il Comitato rinnova l’appello a un confronto pubblico e istituzionale aperto, chiedendo che il Governo fornisca risposte chiare sul Decreto Molise e che la riforma del 118 venga valutata in un quadro organico che metta insieme rete territoriale e rete ospedaliera, senza riprodurre le criticità già emerse con l’applicazione passiva di parametri nazionali.

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