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Dalla Brianza al Molise: la scelta di Elia a 19 anni

Un ritratto di Elia Gaetano Di Lallo, nato e cresciuto a Lissone, che a diciannove anni sceglie di trasferirsi a Petrella Tifernina per studiare e costruire il proprio percorso.

Dalla Brianza al Molise: la scelta di Elia a 19 anni

La storia di Elia Gaetano Di Lallo mette in luce una decisione che rompe la dinamica più comune tra giovani legati al territorio: non una partenza ma un arrivo. A diciannove anni nato a Monza e cresciuto a Lissone, Elia ha scelto di trasferirsi a Petrella Tifernina, un borgo del Molise che per la sua famiglia è stato sempre presente nei ritorni e nelle vacanze. Questa scelta non è frutto di necessità economiche o di un obbligo, ma di una preferenza consapevole per un contesto che ha imparato a conoscere frequentandolo nel tempo.

La sua quotidianità oggi è scandita dallo studio e dagli spostamenti verso Campobasso, dove frequenta il corso di Economia Aziendale all’Università del Molise. Vive nella casa dei nonni a Petrella e ogni mattina percorre la strada per le lezioni con la sua auto. Dietro a questi gesti ci sono elementi concreti: un diploma in Amministrazione, Finanza e Marketing conseguito all’Istituto tecnico-economico “Europa Unita” ottenuto questa estate il sostegno della famiglia e la volontà di sperimentare una vita diversa da quella che avrebbe potuto costruire restando in Lombardia.

Dal nord a Petrella Tifernina: la scelta consapevole di un giovane

Elia non è nato in Molise, ma la sua decisione è radicata in esperienze ripetute. Nato l’8 febbraio 2007 a Monza, ha passato l’infanzia e l’adolescenza a Lissone, dove ha completato il percorso scolastico fino al diploma. Nonostante le opportunità di proseguire gli studi in Lombardia — compresa la possibilità di iscriversi alla prestigiosa Università Bocconi di Milano — ha deciso di guardare a Campobasso e a Petrella Tifernina. Questa scelta riflette una valutazione personale: considerare il Molise come un luogo in cui è possibile studiare vivere e immaginare un futuro professionale senza identificare automaticamente la mobilità verso le grandi città come unica opzione.

Una scelta supportata dalla famiglia

La decisione di trasferirsi è stata condivisa con entrambi i genitori e si è concretizzata nel vivere nella casa dei nonni. Il legame familiare con il Molise è forte: i nonni di Elia, originari rispettivamente di Petrella Tifernina e di Castellino del Biferno, lasciarono la regione sessant’anni fa per stabilirsi in Lombardia. Quel trasferimento non ha però cancellato il legame con la terra d’origine: i ritorni periodici hanno mantenuto attivo un rapporto che oggi è stato fatto proprio da Elia. Il padre, Forges, è parte di quella generazione nata al Nord ma con radici profonde nel Sud.

Radici, abitudini e quotidianità universitaria

La frequentazione ripetuta del paese ha trasformato Petrella da meta di vacanza a luogo abituale. Negli ultimi anni, compatibilmente con gli impegni scolastici, Elia tornava quasi ogni mese, non limitandosi alle ferie estive o ai giorni di festa. Questo contatto regolare gli ha permesso di conoscere i ritmi e i rapporti della comunità, arrivando a valutare il paese come un contesto in cui poter costruire il proprio presente. Oggi la sua giornata tipo include lezioni all’Università del Molise, studio e impegni domestici nella casa dei nonni, e si caratterizza per una semplicità che è scelta consapevole e non rassegnazione.

Trasferirsi significa anche lasciare parti importanti della vita precedente: a Lissone restano i genitori, gli amici e le abitudini costruite nei primi diciannove anni. Tuttavia questa separazione non è descritta come una perdita definitiva ma come una trasformazione del legame: la famiglia rimane parte integrante del suo percorso, mentre Petrella diventa il centro operativo della sua quotidianità. Il fatto che la decisione non sia stata imposta rende la sua esperienza significativa: Elia ha esercitato la sua libertà di scelta, e questa decisione racconta di una dimensione di ritorno che non sempre si osserva nelle statistiche migratorie.

Non è possibile sapere quali saranno i prossimi passi professionali di Elia o se tra dieci anni vivrà ancora nel Molise. Sarebbe ingiusto attribuirgli il ruolo di soluzione allo spopolamento regionale: la sua storia è personale. Ma rimane una testimonianza che apre uno sguardo alternativo sulla relazione tra giovani e territorio. In un contesto dove spesso si discute di partenze, la vicenda di un ragazzo nato e cresciuto nella Brianza che sceglie di trasferirsi a Petrella Tifernina ricorda che l’appartenenza a un luogo può essere costruita anche per affinità e quotidianità, non solo per certificati di nascita.

Il racconto familiare, con i nonni partiti sessant’anni fa e il nipote che compie il percorso inverso, aggiunge un valore simbolico alla scelta: non è una contrapposizione tra scelte generazionali ma un capitolo nuovo della stessa storia. Per Elia il Molise non è più soltanto il paese in cui tornare: è il luogo da cui partire ogni mattina per raggiungere l’università e ritornare la sera, rendendo la vita locale parte di un progetto personale in costruzione.

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