Il Palazzo d’Avalos di Vasto è stato il palcoscenico della quinta fermata del roadshow nazionale “Territori che rigenerano”. L’incontro, finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), ha riunito rappresentanti istituzionali, universitari e operatori agricoli per esaminare le prospettive di sviluppo dell’Alto Sangro, Sagittario e Mainarde.
Le discussioni hanno ruotato attorno a servizi ecosistemici bioeconomia, clima e al ruolo dell’agricoltura come infrastruttura pubblica. L’obiettivo chiaro era raccogliere esigenze concrete, proposte pratiche e buone pratiche da trasformare in nuove linee politiche per le aree interne.
Le parole dei protagonisti istituzionali
Il sindaco di Vasto, Francesco Menna ha aperto la seduta con un saluto istituzionale, seguito dai rappresentanti delle Camere di Commercio: Liberato Russo per il Molise e Gennaro Strever presidente della CCIAA Chieti-Pescara. A loro ha seguito Nicola Sichetti presidente di CIA Abruzzo, che ha enfatizzato la necessità di individuare azioni per la sostenibilità delle aziende e la permanenza delle comunità locali, soprattutto in un contesto segnato da tensioni geopolitiche e costi di produzione in crescita.
Vincenzo D’Alessandro presidente di CIA Molise, ha richiamato l’attenzione sul peso strutturale delle aree interne: “Coprono circa il 60 % della superficie nazionale, ospitano 13 milioni di abitanti contengono il 56 % della superficie agricola e il 73 % del patrimonio forestale”. Ha sottolineato che garantire il “diritto a restare” è fondamentale perché gli agricoltori costituiscono un presidio contro il dissesto idrogeologico e assicurano la produzione alimentare.
Le testimonianze dal mondo agricolo
Tre realtà agricole hanno condiviso il loro percorso: “Sciore” di Pacentro, “Melise” di Castel del Giudice e “Il Castellaccio” di Rivisondoli. Virginia Sciore ha raccontato la nascita dell’azienda nel 2018, frutto della passione per l’allevamento caprino. Oggi produce formaggi tipici e sviluppa progetti educativi per la tutela ambientale, ma lamenta l’aumento dei costi, la stagionalità e la burocrazia.
Emanuele Scocchera alla guida di “Melise”, ha descritto la trasformazione da coltivazione di mele a una filiera biologica completa, puntando sulla valorizzazione del territorio per creare opportunità alle nuove generazioni. Tra le difficoltà principali ha evidenziato il cambiamento climatico, lo spopolamento e la mancanza di infrastrutture.
Infine, Cristiano Guido di “Il Castellaccio” ha parlato della continuità familiare nella zootecnia e nelle produzioni vegetali, e dell’apertura di un punto ristoro nel 2000. Oggi l’azienda si appresta a siglare un contratto di filiera, considerato un’opportunità per garantire la stabilità a lungo termine.
Il contributo accademico e la visione del Parco Nazionale
Il dibattito ha coinvolto anche Giovanni Cannata commissario del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Roberto Veraldi dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, Giuliano Resce dell’Università del Molise e Giuseppe Martino dell’Università degli Studi di Teramo, reparto Bioscienze. Tutti hanno sottolineato l’interdipendenza tra gestione forestale, conservazione della biodiversità e sviluppo agricolo nei territori montani.
Le amministrazioni di Capracotta (sindaco Candido Paglione) e Castel del Giudice (sindaco Lino Gentile) hanno ribadito l’importanza di politiche mirate a sostenere le attività economiche locali, affermando che la collaborazione tra istituzioni, università e imprese rappresenta la chiave per trasformare le esigenze di chi vive sul territorio in opportunità concrete.
Il confronto a Vasto si inserisce in un percorso nazionale che raccoglie proposte, esperienze e bisogni per costruire il Manifesto CIA delle Aree interne. Il documento, frutto di tutte le tappe del roadshow, sarà presentato a Roma il 30 novembre 2026, con l’obiettivo di porre le aree interne al centro delle politiche di sviluppo sostenibile del Paese.



