La vicenda della Carta docente torna al centro dell’attenzione dopo una serie di successi legali ottenuti in Molise: la FLC CGIL regionale, con il patrocinio degli avvocati Mario Mariano e Marisa Biasella, ha promosso oltre 250 azioni giudiziarie che hanno portato al riconoscimento di somme complessive pari a circa 350.000 euro. Il caso nasce dall’applicazione della legge 107 del 2015, che aveva istituito il beneficio ma, nella pratica, lo aveva riservato al personale di ruolo, escludendo migliaia di lavoratori precari e del comparto educativo.
Per i sindacati la discriminazione era inaccettabile: la FLC CGIL ha sostenuto fin dall’inizio che la Carta docente spettasse anche a chi prestava servizio con contratti a termine, compresi coloro assunti fino al 30 giugno o al 31 agosto. Dopo anni di mobilitazioni, ricorsi e vertenze, il Governo ha introdotto nel 2026 un’estensione del beneficio, ma la soluzione è stata ritenuta parziale perché non ha sanato retroattivamente le esclusioni e ha ridotto l’importo disponibile per ciascun docente.
Risultati ottenuti in Molise
Nel dettaglio, la campagna legale condotta in Molise ha portato a risarcimenti che i sindacati quantificano in circa 350.000 euro a favore di oltre 250 ricorrenti. Questo risultato è il frutto di cause individuali e collettive seguite dagli avvocati indicati dal sindacato e rappresenta una somma significativa che i beneficiari potranno destinare a obiettivi formativi: formazione, aggiornamento professionale e acquisto di strumenti tecnologici come PC, tablet e software. Per molti precari la cifra recuperata non è solo un ristoro economico, ma anche un riconoscimento del diritto a pari opportunità nella professionalità docente.
Chi ha patrocinato i ricorsi
Le procedure legali in Molise sono state coordinate con il supporto dell’ufficio legale della FLC CGIL locale e con il patrocinio degli avvocati Mario Mariano e Marisa Biasella. La strategia ha puntato a dimostrare che l’esclusione dei contratti a termine dalla Carta docente era lesiva di diritti fondamentali e contraria ai principi di pari trattamento. I successi ottenuti rafforzano l’azione sindacale e offrono un percorso replicabile per altri precari che ritengono di essere stati ingiustamente esclusi in anni precedenti.
Cosa cambia con l’estensione varata nel 2026
Il provvedimento governativo del 2026 ha esteso la fruizione della Carta docente anche al personale educativo e ai docenti con supplenze annuali (31 agosto) o fino al termine delle attività didattiche (30 giugno). Tuttavia, la misura non è stata accolta come pienamente risolutiva: oltre a non prevedere un meccanismo automatico di ristoro per chi era stato escluso in passato, ha ridotto l’importo annuale a disposizione per ogni docente a 383 euro, rispetto ai 500 euro precedenti. Questa diminuzione ha suscitato critiche perché abbassa le risorse destinate all’aggiornamento professionale di tutti i lavoratori della scuola.
Limitazioni e criticità ancora aperte
Tra le questioni rimaste sul tavolo, la FLC CGIL segnala l’esclusione del personale ATA, che continua a non beneficiare del bonus, e la mancanza di risarcimenti automatici per gli anni in cui i precari sono rimasti esclusi. Per il sindacato queste lacune confermano che la normativa resta discriminatoria e necessita di ulteriori interventi legislativi. Di conseguenza, sono previste nuove iniziative sindacali e legali per estendere tutele e diritti a tutti i comparti della scuola.
La nuova fase dei ricorsi e come aderire
Alla luce dei risultati positivi e delle aperture del 2026, la FLC CGIL Molise rilancia la campagna per il recupero della Carta docente. Possono aderire tutti i docenti precari che negli ultimi cinque anni hanno prestato servizio con contratti al 30 giugno o al 31 agosto e che non hanno presentato ricorso o non hanno ricevuto la card per tutti gli anni di riferimento. Il termine per aderire alla nuova fase è fissato al 15 luglio 2026. Il sindacato ricorda che il ricorso sarà gratuito per gli iscritti (o per chi si iscriverà) alla FLC CGIL, offrendo così un’opportunità concreta a chi non ha ancora reclamato quanto dovuto.



