Questa mattina il piazzale antistante al Castello Monforte di Campobasso ha ospitato la cerimonia di alzabandiera del 23° corso per allievi vice ispettori della Scuola “Giulio Rivera”, alla presenza del questore Domenico Farinacci. Il gruppo, accompagnato da istruttori, funzionari e dal direttore della Scuola Dante Panatta, ha raggiunto a piedi la storica fortezza, dove è stato esposto il Tricolore davanti a una platea di cittadini curiosi.
Per la prima volta nella storia della scuola il rituale del Tricolore è stato trasportato fuori dalle mura istituzionali, scegliendo come scenario uno dei simboli più rappresentativi di Campobasso, recentemente restituito alla collettività dopo intensi lavori di restauro. L’iniziativa ha voluto dimostrare che il servizio della Polizia di Stato è radicato nella vita urbana e nella memoria dei luoghi, creando un ponte evidente tra formazione e territorio.
Il Castello Monforte, scenario simbolico della nuova alzabandiera
Il Castello Monforte è stato selezionato non solo per la sua imponenza architettonica, ma anche per la presenza del Sacrario Militare dei Caduti luogo di raccolta della memoria collettiva. Il complesso, appena riaperto al pubblico, ha offerto un contesto carico di storia, rendendo la cerimonia più significativa rispetto a una semplice esibizione istituzionale. Il gesto di sollevare il Tricolore in quel contesto richiama l’idea che la difesa dei valori repubblicani è legata al ricordo di chi ha sacrificato la vita per la patria.
Il Sacrario Militare dei caduti e la memoria collettiva
Il Sacrario custodito all’interno delle mura, ha conferito alla cerimonia una carica emotiva particolare: gli allievi, mentre marciavano verso il punto di esibizione, hanno attraversato uno spazio dedicato alla memoria dei caduti. Questo passaggio è stato interpretato come un rito di continuità, in cui le nuove generazioni di futuri agenti si riconoscono eredi di un impegno che supera le generazioni, rafforzando il legame tra storia, cittadinanza e professione.
Allievi vice ispettori e il valore formativo della cerimonia
Gli allievi vice ispettori hanno percorso il viale pedonale fino al castello in silenziosa determinazione, seguiti dai loro istruttori e dal questore Farinacci la cui presenza ha sottolineato l’importanza istituzionale dell’evento. Al momento dell’alzata, il Tricolore è stato sventolato a pochi metri da una folla che ha potuto assistere al rito, creando un momento di forte impatto visivo e simbolico, in cui la disciplina e la sacralità dei valori repubblicani sono state messe a disposizione della cittadinanza.
Le parole del direttore Dante Panatta sulla vocazione al territorio
Nel discorso conclusivo, il direttore della Scuola Dante Panatta ha ricordato che servizio nasce dalla comunità e per la comunità evidenziando come la vicinanza ai cittadini rappresenti la forza più grande di chi indossa la divisa. Il messaggio ha ribadito che la formazione non si limita a esercitazioni tecniche, ma comprende anche la consapevolezza del ruolo sociale dell’agente, affinché il futuro corpo di Polizia continui a essere percepito come parte integrante del tessuto urbano.



