La vicenda legata alla riorganizzazione degli uffici comunali di Campobasso, nota come macrostruttura ha raggiunto la sua conclusione definitiva. L’ex dirigente municipale Vincenzo Rosario De Marco ha comunicato di non volere più proseguire il ricorso avviato davanti al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR). La decisione segue le precedenti pronunce del Tribunale di Campobasso – Sezione Lavoro, che avevano respinto, per due volte, l’impugnazione presentata dalla Fp CGIL con l’accusa di condotta antisindacale.
Il sindaco Marialuisa Forte ha espresso soddisfazione per la chiusura della disputa, ringraziando in particolare l’avvocato Michele Sansone per la difesa svolta in tre fasi giudiziarie. Forte ha sottolineato la solidità delle azioni amministrative intraprese e la continuità di un progetto volto a rendere più efficiente la gestione della cosa pubblica.
Il tribunale respinge le impugnazioni della CGIL
Nel corso dei mesi precedenti, la CGIL aveva contestato la legittimità della delibera di macrostruttura, sostenendo che la sostituzione dell’ex dirigente violasse norme di correttezza sindacale. Tuttavia, la Sezione Lavoro del Tribunale di Campobasso ha ritenuto non sussistenti gli elementi probatori necessari a dimostrare una condotta antisindacale, rigettando l’istanza per due volte consecutive. Il giudice ha specificato che la denuncia non aveva prodotto alcun fumus boni iuris ossia il vizio di diritto indispensabile per l’avvio della procedura.
Motivazioni della decisione giudiziaria
Nel dettaglio, il magistrato ha evidenziato che le argomentazioni della CGIL non erano supportate da una documentazione capace di dimostrare un danno concreto né di configurare il presupposto di periculum in mora. Senza la prova di un danno imminente per i servizi sociali, non era possibile concedere una misura cautelare di sospensione della delibera. La corte ha quindi confermato la piena efficacia della decisione di giunta n. 332 del 20 dicembre 2024 e n. 11 del 24 gennaio 2025.
De Marco ritira il ricorso al TAR
Parallelamente al percorso giudiziario del sindacato, Vincenzo Rosario De Marco aveva presentato un ricorso davanti al TAR chiedendo l’annullamento delle due delibere sopra menzionate e la sospensione degli effetti della riorganizzazione. Dopo aver ottenuto il rifiuto dell’istanza cautelare, l’ex dirigente ha ora richiesto al giudice di non essere condannato alle spese legali, dichiarando di non avere più interesse a proseguire il procedimento.
Argomentazioni del giudice amministrativo
Il TAR, nella sua precedente ordinanza, aveva rilevato che la difesa di De Marco mancava del necessario fumus boni iuris e che le eccezioni di giurisdizione sollevate dal Comune erano state accolte. Inoltre, la valutazione del danno ipotizzato, legato a presunti “disservizi” per i servizi sociali, non era ritenuta sufficientemente concreta da giustificare il “pericolo in mora” richiesto per una sospensione. La sintesi del giudice ha quindi confermato la legittimità della macrostruttura e la regolarità dell’intervento della giunta.
Con la rinuncia di De Marco, il procedimento amministrativo si chiude definitivamente. L’amministrazione di Campobasso potrà ora proseguire l’attuazione del piano di riorganizzazione senza ulteriori ostacoli legali, concentrandosi sul miglioramento dell’efficienza operativa e sull’erogazione di servizi più rapidi per i cittadini.



