Il Convitto nazionale Mario Pagano di Campobasso si trova a un bivio istituzionale: entro dicembre 2026 scade il mandato attuale del Consiglio di Amministrazione (CdA) e le autorità regionali hanno già avviato la procedura per il rinnovo dei componenti per il triennio 2026-2029. Parallelamente, una sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che il contributo annuale di 500 euro previsto dalla Carta del docente è estendibile anche al personale educativo.
Questa duplice evoluzione – amministrativa e giuridica – colpisce direttamente una realtà scolastica che, da più di due secoli, è al centro dell’offerta formativa molisana, ma che oggi si configura anche come un complesso patrimoniale e imprenditoriale. Scopriremo i motivi per cui il ruolo di CdA è tanto ambito, quali sono le principali risorse economiche del Convitto e che impatto avrà la decisione della Cassazione sul personale educativo.
Rinnovo del Consiglio di Amministrazione: composizione e compiti
Il mandato attuale del CdA scade a dicembre e l’Ufficio Scolastico Regionale per il Molise ha pubblicato un avviso per la presentazione delle candidature entro il 7 settembre. La procedura prevede la selezione di due membri nominati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e di rappresentanti delle istituzioni locali – Comune e Provincia di Campobasso – che dovranno indicare i propri consigli. I candidati sono valutati in base a curriculum, competenze professionali ed esperienza nella collaborazione con enti pubblici.
Il CdA, pur essendo una carica non retribuita, detiene il controllo su bilancio di previsione, conto consuntivo, contratti, convenzioni, rette e contributi. In pratica, decide le linee strategiche di una scuola che ospita primaria, secondaria di primo grado e liceo scientifico, influenzando sia la vita degli studenti sia la sostenibilità finanziaria dell’intera struttura. Attualmente, la presidenza è affidata alla dirigente Rossella Gianfagna, in carica dal 2019, affiancata da Antonio Vinciguerra (M5S, Comune di Campobasso), Domenico Esposito (Forza Italia, Provincia), le nomine ministeriali Sabina Pasquariello e Valeria Ferra, e da Annamaria Zampino dell’Agenzia delle Entrate.
Motivazioni dell’interesse verso il CdA
La sua centralità deriva dal fatto che il Convitto possiede un patrimonio immobiliare significativo: locali commerciali in affitto lungo via Veneto, ampie superfici agricole nella zona di Larino e terreni destinati a potenziali progetti di energia rinnovabile. Queste risorse generano redditi stabili, consentendo al CdA di valutare investimenti come l’acquisto di ulteriori edifici per aumentare i posti letto.
Patrimonio territoriale e attività extra-scolastiche del Convitto
Oltre alla funzione educativa, il Convitto Mario Pagano è protagonista di molte iniziative che ne arricchiscono l’immagine pubblica. La scuola è comparsa nella trasmissione televisiva “Il Collegio”, garantendo una visibilità nazionale. Nella zona di via Veneto, i locali in affitto contribuiscono al bilancio attivo, mentre i latifondi di Larino sono affidati a produttori locali, tra cui il più famoso coltivatore di aglio molisano.
Progetti più ambiziosi, come la realizzazione di un impianto di energia eolica su quei terreni, sono stati proposti ma finora non accolti dal CdA, dimostrando la prudenza nella gestione delle risorse. Recenti iniziative includono la riapertura del Giardino del rettore, la pubblicazione di un volume storico, l’allestimento di una pinacoteca con opere di artisti locali e l’organizzazione di eventi culturali come le “Domeniche al Convitto” e le “Convittiadi”. Inoltre, la cappella sotterranea è stata inserita nell’elenco del Comune per le unioni civili sottolineando la dimensione sociale dell’istituzione.
Sentenza Cassazione: la Carta del docente si estende agli educatori
Il 21 settembre 2026 la Sezione lavoro della Corte di Cassazione ha emesso l’ordinanza n. 25597/2026, riconoscendo che il contributo di 500 euro per l’aggiornamento previsto dalla legge 107/2015 è dovuto anche al personale educativo. La decisione ribalta la precedente pronuncia della Corte d’Appello di Firenze, che aveva limitato la Carta del docente ai soli insegnanti. Il provvedimento si fonda sull’articolo 25 del contratto collettivo scolastico, che colloca gli educatori nella stessa area professionale dei docenti, e sugli articoli 127 e 129, che impongono loro obblighi di formazione.
Gli avvocati Amedeo Stoppa e Alessia Baglioni, che hanno difeso i nove educatori del Convitto «Vittorio Emanuele II» di Arezzo, hanno dichiarato che la sentenza “estende a livello nazionale il diritto allo strumento di aggiornamento anche agli educatori”. Ora spetta alla Corte d’Appello di Firenze applicare il principio stabilito, aprendo la strada a un riconoscimento uniforme per i professionisti che operano in tutti i convitti d’Italia.
Questa vittoria giurisprudenziale ha implicazioni concrete per il Convitto Pagano: gli educatori potranno usufruire di fondi destinati alla formazione continua, migliorando la qualità dell’assistenza educativa e rafforzando la capacità della scuola di rispondere alle esigenze dei giovani. Inoltre, la decisione può incentivare altre istituzioni a rivedere i propri piani di sviluppo professionale, generando un effetto a catena sul sistema scolastico nazionale.



