Negli ultimi mesi la regione dell’Italia centrale ha registrato un aumento preoccupante di truffe che si avvalgono del ruolo delle forze dell’ordine per ingannare le vittime. I colpevoli, spesso provenienti da altre regioni, si presentano come mariassiali dei carabinieri o come funzionari di caserma, sfruttando la fiducia dei più vulnerabili e la paura di possibili problemi legali.
Tre casi emblematici, avvenuti rispettivamente a Cortona (Toscana), nella provincia di Chieti (Abruzzo) e ad Avellino (Campania), illustrano le diverse varianti di questo fenomeno: dal furto di gioielli, alla pressione telefonica per recarsi in caserma, fino a una trappola padronale gestita da un finanziere esperto.
Falso maresciallo a Cortona: la truffa dell'oro e la fuga con il portafogli
Un uomo di 61 anni, originario della Campania, si è finto maresciallo dei carabinieri per convincere un'anziana a raccogliere tutti i gioielli in oro presenti nella sua abitazione. Il pretesto: un controllo per confrontare gli oggetti con quelli rubati in una rapina recente. Una volta entrato, il truffatore ha tentato di impadronirsi dei preziosi, ma la donna ha notato comportamenti sospetti e ha allertato immediatamente le forze dell'ordine.
Operazione di recupero e consegna del bottino
Grazie a una rapida risposta dei carabinieri di Terontola e all'aiuto di un collega libero dal servizio, il fuggitivo è stato rintracciato alla stazione ferroviaria di Terontola. L'intera refurtiva, inclusi 100 euro e una carta di credito usata per prelevare 1.000 euro, è stata restituita alla proprietaria. Dopo l'udienza di convalida, il sospetto è stato trasferito al carcere di Arezzo, mentre la procura locale sta approfondendo eventuali connessioni con altri episodi analoghi nella provincia.
Chieti: telefonate ingannevoli che invitano a recarsi in caserma
Il Comune di Casalbordino, nella provincia di Chieti, ha lanciato un avviso di allarme dopo che numerose residenti sono state contattate da individui che si spacciavano per carabinieri. Le chiamate, spesso mascherate con il numero reale della caserma locale grazie a tecniche di spoofing invitavano le vittime a presentarsi presso la stazione per motivi vaghi o per la consegna di presunti documenti smarriti. L'obiettivo dichiarato era quello di lasciare le abitazioni incustodite, facilitando così eventuali furti.
Le autorità hanno sottolineato l'importanza di non fidarsi di richieste telefoniche non verificate e di contattare direttamente il comando dei carabinieri prima di recarsi in caserma. Fino a oggi, le indagini hanno portato all'identificazione di diverse numerazioni false, ma non è ancora chiaro se vi sia una rete organizzata dietro gli episodi.
Avellino: un finanziere smaschera il truffatore e la finisce in carcere
A Avellino, un truffatore ha tentato di ingannare il vicebrigadiere della Guardia di finanza Pasquale Alfieri, spacciandosi per un superiore dei carabinieri. La falsa chiamata annunciava che la targa dell'auto del finanziere era stata clonata e usata in una rapina a una gioielleria, invitandolo a recarsi immediatamente alla caserma di Monteforte Irpino a piedi o con i mezzi pubblici. L'obiettivo era lasciare la moglie sola in casa, pronta a consegnare gioielli e contanti a un complice.
Alfieri, riconoscendo subito la truffa del finto carabiniere ha collaborato con i colleghi del Gruppo di Avellino, che sono intervenuti prontamente sull'abitazione. Il falsario, un 30enne, è stato arrestato sul posto e sono in corso accertamenti per rintracciare eventuali altri membri della rete. L'episodio evidenzia come la prontezza di un agente esperto possa trasformare una potenziale rapina in un arresto senza violenza.



