Da lunedì mattina un’ondata di proteste ha investito il Mezzogiorno, coinvolgendo autotrasportatori e operatori agricoli. Le azioni hanno interessato l’autostrada del Sole, i porti di Napoli e della Sicilia, nonché le strade di numerose città, tra cui Campobasso, dove i camionisti hanno sfilato con lo slogan “Insieme per il nostro futuro”.
Blocco dell’autostrada A1 e dei nodi autostradali
Intorno alle ore 3 di notte, i tir hanno chiuso il tratto dell’A1 Milano-Napoli compreso tra Santa Maria Capua Vetere e Capua, interrompendo il flusso verso Roma fino alle ore 6 del giorno successivo. Il nodo con l’A30 Caserta-Salerno fondamentale per il traffico proveniente da Napoli, è stato parzialmente bloccato, creando code prolungate tra Villa Literno-Pomigliano e la barriera di Napoli Nord, nonché tra Napoli Nord e Caserta Nord.
Ripercussioni sui porti e sulla logistica
Il varco Bausan del porto di Napoli è stato ostacolato da tir fermi lungo le strade di accesso, rallentando le operazioni di imbarco delle merci, mentre le autovetture hanno continuato a circolare. In Sicilia, le barriere di Tremestieri e San Gregorio a Messina sono state occupate, ma i flussi di ortofrutta via terra rimangono liberi. I disagi hanno già iniziato a svuotare gli scaffali dei supermercati del Sud: prodotti freschi, latte e farina sono sempre più rari.
Presidi e manifestazioni nelle città del Molise e della Campania
A Campobasso, poco prima delle 10, un imponente corteo di mezzi pesanti e trattori è entrato dalla Porta Napoli, preceduto da una scorta delle forze dell’ordine. Il corteo, partito dall’area industriale di Campochiaro, ha provocato rallentamenti nel traffico del centro cittadino. Lo stesso giorno, nella zona del Sannio, gli autotrasportatori hanno occupato la statale Appia presso Tufara Valle e l’imbocco dell’autostrada Napoli-Bari a Castel del Lago, limitando la circolazione dei veicoli più pesanti.
In Basilicata, i presidi si sono concentrati agli svincoli di Potenza (est, ovest) e nella zona industriale di Tito, senza però fermare il traffico ordinario. In Calabria, una fila di tir ha occupato la Statale 18 vicino a Fuscaldo, ma ha consentito il passaggio dei veicoli dopo brevi rallentamenti, garantendo la libera circolazione dei mezzi di soccorso.
Incontri istituzionali e richieste degli operatori
In Puglia, alla sede della Presidenza regionale a Bari, il governatore Antonio Decaro ha ricevuto una delegazione organizzata dal consorzio Acar di Altamura. I rappresentanti hanno elencato sei richieste: riduzione del prezzo del gasolio, accesso a fondi di finanziamento immediati, interventi governativi concreti, accelerazione dei crediti d’imposta, una rappresentanza più incisiva e maggiore attenzione al settore dei trasporti.
L’Associazione nazionale costruttori edili del Molise ha avvertito che i rincari stanno minacciando un blocco totale dei cantieri, definendo la situazione “insostenibile” e chiedendo misure emergenziali per tutelare la sostenibilità economica dei contratti in corso.
In Sicilia, Giuseppe Richichi, presidente dell’Associazione imprese autotrasportatori siciliani ha dichiarato che la loro organizzazione si è dissociata dal comitato CTS e non intende partecipare a eventuali accordi senza garanzie decisive. Il CTS, a sua volta, ha sottolineato che i blocchi riguardano esclusivamente i porti e non le arterie stradali, in attesa di un incontro a Milano con il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.
Il risultato è una protesta coordinata, pacifica ma capillare, che sta mettendo a dura prova la mobilità, la logistica e la catena di approvvigionamento del Sud Italia, con richieste che, se non soddisfatte, rischiano di trasformarsi in un blocco più esteso e prolungato.



