All’alba, sul molo nord-est del Porto di Termoli un gruppo di autorità, colleghi e familiari si è riunito per una cerimonia particolare: l’intitolazione della Banchina Nostromi ai nomi di Giovanni Gioffredi e Vincenzo Mazzone. I due, rispettivamente primo maresciallo e secondo capo aiutante, hanno dedicato la loro intera carriera alla gestione quotidiana dello scalo, contribuendo a rendere il porto un punto di riferimento per la zona adriatica.
Intitolazione della Banchina Nostromi: protagonisti e istituzioni
La cerimonia è stata presieduta dall’ammiraglio ispettore Giuseppe Aulicino in rappresentanza del comandante generale del Corpo delle Capitanerie di porto. Al suo fianco, il contrammiraglio Daniele Giannelli direttore marittimo per Abruzzo, Molise e Isole Tremiti, ha sottolineato che il ruolo dei nostromi è “l’anima della banchina”. Tra gli invitati vi erano anche il delegato dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale, Pietro Bianco e il sindaco di Termoli, Nico Balice che ha ricordato l’importanza di tali figure nella vita cittadina.
Riconoscimenti istituzionali
Durante il rito, l’ammiraglio Aulicino ha evidenziato l’impegno costante di Gioffredi e Mazzone a difesa della collettività marittima, ricordando le emergenze notturne e i fine settimana di servizio. Il delegato Bianco ha rimarcato il legame stretto tra il porto e la città, evidenziando come il lavoro dei due nostromi non conoscesse pause né vacanze. Anche il comandante del porto di Termoli, Fabrizio Saverio Strusi ha partecipato, così come rappresentanti della Guardia di Finanza, della Polizia locale e dei Vigili del Fuoco, testimoniando l’ampio consenso istituzionale all’iniziativa.
Ricordi dei familiari e dei colleghi
Le parole più commoventi sono arrivate dalle famiglie. La vedova di Gioffredi ha ricordato che, sette anni dopo la sua scomparsa, il ritorno al porto ha riacceso ricordi intensi: «Era l’allegria, metteva allegria a chiunque». Il figlio di Mazzone, Francesco Mazzone ha dipinto il padre come un uomo empatico, capace di mettere a proprio agio ogni collega e di trasmettere valori di serietà e umanità. La benedizione del monsignor Gabriele Mascilongo ha dato alla cerimonia un tono spirituale, mentre l’imprenditrice Paola Marinucci ha consegnato un pensiero personale alle due vedove.
Il valore simbolico per la comunità marittima
L’intitolazione della Banchina Nostromi non è solo un gesto commemorativo, ma anche un segnale di continuità per le nuove generazioni di militari e operatori portuali. Il contrammiraglio Giannelli ha osservato che la presenza dei nomi sulla banchina fungerà da modello di competenza, disponibilità e spirito di servizio. Il sindaco Balice ha ricordato le radici comuni con il circolo canottieri e gli sport acquatici, sottolineando come la memoria di Gioffredi e Mazzone continui a vivere nei racconti quotidiani degli operatori che, giorno dopo giorno, attraversano quel punto strategico del porto.



