Nel pomeriggio di ieri, la piazza Gabriele Pepe di Campobasso ha ospitato una conferenza stampa atipica, durante la quale i rappresentanti del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle, di Sinistra Italiana, dei Verdi, di Italia Viva e dei sindacati hanno espresso un chiaro dissenso nei confronti dell’autonomia differenziata proposta dal governo nazionale.
Un raduno trasversale di politici e amministratori
Alla tavola erano presenti i consiglieri regionali Angelo Primiani (5S), Alessandra Salvatore (PD), Micaela Fanelli (PD), Vittorino Facciolla (segretario facente funzioni del PD), Roberto Gravina (M5S) e il presidente della Provincia di Campobasso, Pino Puchetti. Anche il sindaco di Isernia, Pietro Castrataro, ha inviato un messaggio di adesione, mentre il vice-sindaco di Campobasso, Giose Trivisonno, ha guidato la delegazione comunale proveniente dal Palazzo San Giorgio. Il presidente regionale Francesco Roberti è stato invitato a firmare la mozione, con la richiesta esplicita di svestire la casacca politica per indossare quella della difesa dei molisani.
La mozione contro l’autonomia differenziata
Il documento, depositato all’interno del Palazzo D’Aimmo, richiede al capo della Giunta di effettuare una valutazione preventiva dell’impatto dell’autonomia sul territorio molisano, ponendo particolare attenzione a sanità, mobilità sanitaria, istruzione, trasporto pubblico e politiche sociali. Tra le richieste spicca quella di opporsi formalmente al percorso di attuazione e di valutare, in collaborazione con l’Avvocatura regionale, eventuali azioni legali, fino al ricorso alla Corte Costituzionale, come già avvenuto in Campania.
Il rischio di un taglio di 30 milioni di euro
Secondo Angelo Primiani (5S), i nuovi criteri di fiscalità nazionale prevedono una riduzione dei trasferimenti statali di circa 30 milioni di euro per il Molise. La perdita interesserà soprattutto i fondi destinati a sanità e trasporti, settori già sotto pressione in una regione con notevoli esigenze di copertura territoriale. Alessandra Salvatore ha sottolineato che tali tagli rappresenterebbero “un polmone finanziario” per la sanità regionale, aggravando le disuguaglianze tra Nord e Sud.
Appelli a Roberti e prospettive future
I firmatari della mozione, tra cui Micaela Fanelli e Roberto Gravina, hanno invitato il presidente roberti a dichiarare con chiarezza la posizione della Regione e a bloccare l’attuazione dell’autonomia finché non saranno definiti i livelli essenziali di prestazione e garantiti i finanziamenti necessari. Il messaggio è stato chiaro: “Non si può accettare che siano i diktat di una parte del centrodestra a determinare il futuro dei servizi pubblici del Molise”. La proposta è ora in discussione al Consiglio regionale, dove dovrà essere votata.



